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Truffa al Cilento: 21enne denunciato per rapina ai danni di una 78enne

A Montesano sulla Marcellana un giovane si è spacciato per maresciallo dei Carabinieri, ha convinto una donna di 78 anni ad esporre i gioielli e li ha sottratti: il 21enne è stato identificato e denunciato.

Truffa al Cilento: 21enne denunciato per rapina ai danni di una 78enne

Il 19 ottobre un episodio di truffa e rapina ha scosso il Vallo di Diano: a Montesano sulla Marcellana una anziana 78enne è stata contattata al telefono da un uomo che si è qualificato come maresciallo dei Carabinieri. La chiamata ha introdotto la falsa versione di una rapina collegata a un’automobile intestata alla vittima, costringendo la donna a preparare alcuni oggetti in oro per una presunta verifica.

La vicenda è emersa ufficialmente il 27 ottobre 2026 quando i militari della Stazione di Montesano sulla Marcellana hanno completato gli accertamenti che hanno permesso di risalire al presunto responsabile: un 21enne denunciato per rapina impropria e sostituzione di persona. Sul posto erano intervenuti anche i sanitari del 118 per prestare soccorso.

L’inganno telefonico e l’ingresso nell’abitazione

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la truffa è iniziata con una telefonata nella quale il malvivente ha detto che un’auto intestata alla vittima era stata utilizzata in una rapina, creando così un presupposto per un controllo domiciliare. Il truffatore ha sostenuto che un carabiniere si sarebbe recato a casa dell’anziana per verificare gli oggetti preziosi e dimostrare l’estraneità della donna ai fatti contestati.

Dinamica dell’aggressione

Il falso maresciallo si è poi presentato personalmente all’abitazione della vittima. In casa era presente anche la figlia dell’anziana madre, che si è insospettita e ha invitato l’uomo ad allontanarsi. A quel punto il 21enne ha afferrato i monili che erano stati messi da parte per il presunto controllo, ha spinto la donna a terra e si è dato alla fuga con i gioielli. Questa fase concreta dell’episodio configura, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il reato di rapina impropria.

Indagini dei Carabinieri e provvedimenti

I Carabinieri della Stazione locale hanno avviato le indagini immediatamente dopo la segnalazione, raccogliendo elementi utili per identificare il sospetto. Grazie agli accertamenti gli investigatori sono risaliti al presunto autore del fatto e lo hanno denunciato all’autorità giudiziaria competente. L’Azione dei militari ha incluso l’analisi della dinamica, l’ascolto dei testimoni e la verifica delle dichiarazioni fornite dalla vittima e dalla figlia.

La posizione del 21enne resta al vaglio degli organi giudiziari e la procedura segue le norme previste per le fasi di indagine preliminare, nel rispetto della presunzione di innocenza. Nel contempo la vicenda ha spinto l’Arma a ribadire raccomandazioni rivolte soprattutto ai cittadini più vulnerabili.

Richiamo alle buone pratiche e numeri utili

I Carabinieri hanno ricordato che le Forze dell’Ordine non chiedono mai ai cittadini di consegnare denaro o preziosi per verifiche investigative a domicilio: si tratta di un elemento chiave per riconoscere tentativi di truffa. In presenza di telefonate sospette è consigliabile interrompere la conversazione, non aprire la porta a sconosciuti e contattare il numero unico per le emergenze 112 per ottenere conferme o segnalare l’accaduto.

Questo episodio, verificatosi nel Cilento e nel Vallo di Diano, sottolinea come i raggiri telefonici possano rapidamente trasformarsi in azioni violente quando il malintenzionato riesce a ottenere l’accesso all’abitazione. Le forze dell’ordine insistono sull’importanza della prudenza e della comunicazione familiare, perché la presenza di un parente o di un vicino che verifica i fatti può spesso prevenire il peggio.

La segnalazione tempestiva e la collaborazione con la Stazione di Montesano sulla Marcellana sono risultate decisive per il rapido sviluppo delle indagini. Le autorità continuano a monitorare la situazione e invitano chiunque abbia informazioni utili a rivolgersi ai Carabinieri per contribuire all’accertamento dei fatti.

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