Questa mattina un’educatrice impiegata in una struttura gestita dalla Cooperativa Il Melograno di Potenza è tornata in servizio dopo che è terminata la sospensione cautelare disposta precedentemente. La misura, applicata il 7 ottobre 2025 nei confronti di tre operatrici, era stata motivata da presunte condotte violente e prevaricatrici nei confronti degli infanti. Il rientro è avvenuto senza che, al termine del periodo di sospensione, la Procura abbia emesso un provvedimento di rinvio a giudizio o di archiviazione, lasciando aperta la controversia sul piano giudiziario e amministrativo.
La vicenda ha coinvolto anche l’amministrazione comunale: il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha sollecitato formale documentazione alla cooperativa sul reintegro, sui controlli medici e psicoattitudinali effettuati e sui percorsi di formazione previsti dal capitolato. Se tali richieste non verranno soddisfatte tempestivamente, il Comune ha dichiarato di valutare la possibilità di risolvere il contratto con la cooperativa che gestisce il nido.
Reintegro e reazione dei genitori a Potenza
Il ritorno al lavoro dell’operatrice, accompagnata dal suo legale, ha provocato la mobilitazione delle famiglie: i genitori si sono raccolti in un presidio davanti alla struttura e hanno deciso di non portare i bambini al nido fino a chiarimenti ufficiali. Il comitato spontaneo ha presentato un esposto ai carabinieri rivolto alla Procura, chiedendo garanzie sulla sicurezza dei piccoli e trasparenza sulle misure preventive adottate. I genitori sottolineano di non mettere in discussione il diritto legale dell’educatrice al reintegro, ma denunciano modalità comunicative ritenute inadeguate e l’assenza di informazioni sulle misure precauzionali attivate.
La portavoce del gruppo ha precisato che l’esposto è stato sottoscritto da tutte le famiglie interessate e che, al momento, non è pervenuta una risposta concreta alle loro richieste. Il presidio rappresenta anche una richiesta di tutela per le altre educatrici impiegate nella struttura, le quali, hanno spiegato i genitori, dovrebbero poter lavorare in un ambiente percepito come sicuro sia per loro sia per i bambini affidati al nido.
Indagine, accuse e aspetti giudiziari
L’inchiesta origina da una denuncia presentata nel dicembre 2024 da un’altra dipendente della cooperativa che opera in convenzione con il Comune di Potenza. Le indagini, coordinate dalla Procura e arricchite da filmati ottenuti tramite telecamere nascoste dagli investigatori, hanno portato il gip a disporre il 7 ottobre 2025 la sospensione dall’esercizio della professione per tre educatrici. I fatti contestati riguardano presunti episodi verificatisi nei confronti di 36 bambini sotto i tre anni e includono offese verbali, schiaffi, calci, pizzichi, tirate di capelli e scossoni.
Origine della denuncia e quadro probatorio
Le immagini acquisite e le dichiarazioni raccolte hanno costituito il nucleo probatorio che ha determinato l’adozione della misura cautelare iniziale. Al momento, complessivamente cinque persone risultano indagate per gli episodi contestati. È importante ribadire che le accuse non sono state definitivamente accertate in sede di merito: la scadenza della sospensione cautelare non equivale a un giudizio sul corretto o scorretto svolgimento delle condotte oggetto d’indagine.
Sul fronte amministrativo, il Comune ha richiesto alla Cooperativa Il Melograno documentazione riguardante i controlli sanitari e psicoattitudinali svolti durante l’anno di sospensione e le attività formative obbligatorie previste dal capitolato. La mancata produzione di tali atti è stata segnalata formalmente dal sindaco, che ha indicato come possibile Azione la risoluzione del contratto qualora non fossero forniti chiarimenti tempestivi.
La vicenda resta seguita con attenzione dalle famiglie e dalle istituzioni locali: da una parte le esigenze di tutela e serenità dei genitori e dei bambini, dall’altra il rispetto delle garanzie procedurali e del diritto al lavoro per le persone coinvolte. Gli sviluppi giudiziari e le risposte amministrative richieste al gestore della struttura saranno determinanti per i prossimi passi e per ristabilire condizioni di certezza nella gestione del servizio all’infanzia.



