25 ottobre 2026 🌤 8° Allerta gialla · vento · fino 26 ottobre 18:59

Riequilibrio strutturale 1,5%: la Basilicata si unisce all’iniziativa nazionale

Cosimo Latronico spiega perché la Basilicata vuole una quota di riequilibrio per garantire cure uguali in tutto il Paese.

Riequilibrio strutturale 1,5%: la Basilicata si unisce all’iniziativa nazionale

Il Fondo sanitario nazionale per il 2026 sta per essere ripartito tra le regioni, ma la Basilicata ha sollevato una critica importante: i criteri attuali non riflettono le differenze demografiche, sociali e territoriali che influiscono sui costi reali dei servizi. L’assessore alla Salute della regione, Cosimo Latronico, ha sottolineato la necessità di un principio di equità che garantisca a tutti i cittadini lo stesso diritto alla salute, indipendentemente dal luogo di residenza.

La proposta di riequilibrio strutturale promossa da Marco Marsilio

L’iniziativa, lanciata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, prevede l’instaurazione di una Quota di Riequilibrio Strutturale pari all’1,5 per cento del Fondo indistinto. Attualmente dieci regioni hanno aderito, tra cui la Basilicata. La distribuzione di questa quota deve basarsi su cinque indicatori: invecchiamento della popolazione, presenza di aree interne, declino demografico, bassa densità abitativa e condizioni di deprivazione economica e sociale. L’obiettivo è compensare i costi aggiuntivi che alcune regioni sostengono per garantire servizi sanitari adeguati.

Le ragioni della Basilicata: dati e bisogni concreti

Secondo Latronico, la Basilicata presenta caratteristiche che aumentano in modo significativo le spese sanitarie. Il 78 per cento degli abitanti vive in aree classificate interne, dove l’accesso alle strutture è più difficile. A questo si somma un progressivo invecchiamento della popolazione e un costante spopolamento, che rendono necessario mantenere servizi di prossimità anche in comuni poco popolati. Tali fattori, secondo l’assessore, non sono adeguatamente considerati nei parametri tradizionali di ripartizione, creando una penalizzazione per realtà come la Basilicata.

Impatto dei parametri di riequilibrio sulla regione

Applicare la quota del 1,5% significherebbe per la Basilicata un afflusso di risorse proporzionale ai propri costi strutturali. La presenza di ampie aree interne richiede investimenti in reti di trasporto sanitario, telemedicina e strutture di cura di prossimità. Inoltre, il declino demografico comporta una contrazione della base imponibile, riducendo le entrate regionali ma aumentando la pressione sui servizi per una popolazione anziana. Una quota di riequilibrio mirata consentirebbe di colmare queste discrepanze senza gravare su altre regioni.

Obiettivi di coesione nazionale e prospettive di collaborazione

Latronico ha ribadito che l’intento della Basilicata non è quello di ottenere trattamenti di favore, ma di instaurare regole più sensibili alle differenze territoriali, garantendo pari opportunità di accesso alle cure. La regione si dichiara pronta a collaborare con le altre amministrazioni aderenti, anche mediante l’utilizzo di risorse aggiuntive, purché non si creino svantaggi per le altre aree. L’obiettivo finale è rafforzare la coesione del Servizio sanitario nazionale, affinché il diritto alla salute abbia lo stesso valore in ogni parte del Paese.

La richiesta della Basilicata si inserisce in un dibattito più ampio sulla distribuzione dei fondi sanitari, chiedendo che i criteri di ripartizione considerino non solo i numeri assoluti, ma anche le specificità locali. Se accettata, la Quota di Riequilibrio Strutturale all’1,5% potrebbe diventare uno strumento chiave per ridurre le disparità tra le regioni e assicurare che tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro posizione geografica, possano usufruire di servizi sanitari di qualità.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Potenza adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
NO₂ 4 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 25 ottobre