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Fondo Sanitario Nazionale e Basilicata: dubbi sul riparto e sulle risorse future

Il capogruppo Pd Piero Lacorazza solleva interrogativi sui numeri della sanità lucana: dalla proposta di legge depositata a luglio 2026 al Consiglio regionale del 9 giugno, passando per le stime 2026-2029 e il possibile impatto sul bilancio della Regione Basilicata.

Fondo Sanitario Nazionale e Basilicata: dubbi sul riparto e sulle risorse future

La discussione sulla gestione delle risorse sanitarie in Basilicata si è riaccesa con un appello del capogruppo del Partito DemocraticoPiero Lacorazzache chiede trasparenza su obiettivi, scelte e conti in vista del Consiglio regionale convocato per il 9 giugno. Lacorazza ricorda di aver depositato una proposta di legge sul Fondo Sanitario Nazionale a luglio 2026 e sottolinea la necessità di un dibattito pubblico che anticipi il voto e chiarisca le conseguenze pratiche di eventuali riassegnazioni di risorse richieste dal Presidente Bardi e dall’assessore Latronico.

Deposito della proposta di legge e calendario del Consiglio regionale

Secondo Lacorazza la proposta presentata a luglio 2026 sarà iscritta come primo punto all’ordine del giorno del Consiglio regionale del 9 giugnononostante il parere non positivo espresso dalla IV Commissione consiliare. L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto pubblico che metta “le carte sul tavolo” e consenta di valutare con chiarezza le implicazioni del riparto del Fondo Sanitario Nazionalealla luce delle critiche rivolte dal Pd alla gestione degli ultimi anni, riassunte nella frase: “certificando 4 anni di fallimenti del governo Meloni”.

Numeri lucani: deficit, spese fuori regione e coperture usate

Lacorazza richiama alcuni dati che spiegano il senso dell’allarme: circa 60.000 lucani che rinunciano alle cure, una spesa di 130 milioni di euro sostenuta dalla Regione per cure fuori dal territorio e un deficit medio della sanità di circa 50 milioni di euro all’anno negli ultimi tre anni. Per il 2026 il bilancio regionale ha coperto 54 milioni di euro attingendo, secondo l’esponente Pd, alle compensazioni ambientali legate all’attività estrattiva oltre alle royalties.

Impatto delle assunzioni e inaugurazioni PNRR

Il capogruppo evidenzia un paradosso operativo: mentre l’assessore Latronico partecipa alla firma dei contratti per nuove assunzioni, alcune inaugurazioni collegate ai progetti del PNRR per ospedali e case di comunità sono state rinviate o svolte con prudenza dopo visite ispettive formalmente positive. Lacorazza interpreta questi segnali come conseguenza di una cattiva programmazione e richiama la necessità di chiarezza sui tempi e sulle procedure di apertura delle strutture.

Previsioni nazionali e ipotesi sull’aumento del riparto per la Basilicata

L’analisi prosegue con i dati nazionali contenuti nel Documento di Economia e Finanza: per il 2026 il rapporto spesa sanitaria/PIL è stimato al 6,3% con una spesa di € 141.539 milioni, mentre nel 2026 il rapporto salirebbe al 6,4% con una spesa prevista di € 148.522 milioni, ossia un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%). Lacorazza compie una stima suggestiva: considerando che la popolazione lucana è poco più di un centesimo di quella italiana, tale aumento nazionale potrebbe tradursi in una quota aggiuntiva per la Regione Basilicata stimata tra 65-70 milioni di euro.

Scenario contabile per la Basilicata

Applicando la media storica del deficit sanitario regionale di circa 50 milioni di euro annui, Lacorazza ipotizza che il potenziale incremento di risorse potrebbe generare un saldo positivo di 15-20 milioni di euro per il 2026. L’esponente Pd definisce questa proiezione una “provocazione” ma ritiene che rappresenti comunque un elemento utile per discutere l’opportunità e la correttezza della richiesta di diverso riparto avanzata da Bardi e Latronico: “C’è qualcosa che non torna nella richiesta di Bardi e Latronico di diverso riparto del Fondo Sanitario Nazionale”.

Rischi di disallineamento tra previsioni e stanziamenti 2026-2029

Lacorazza segnala inoltre un primo rischio: la discrepanza ricorrente tra le previsioni di spesa sanitaria e le risorse effettivamente stanziate nel Fondo Sanitario Nazionaleche potrebbe ripetersi nel 2026 e annullare sul piano pratico i benefici attesi. Il Documento di Programmazione prevede poi una sostanziale stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4% per il triennio 2027-2029con spese stimate a € 151.222 milioni nel 2027, € 155.059 milioni nel 2028 e € 159.443 milioni nel 2029, e un incremento medio annuo della spesa sanitaria pari al 2,37%.

Alla luce di questi elementi, Lacorazza lancia un monito che cita la Costituzione e chiama in causa la necessità di un progetto nazionale condiviso e di piani sanitari regionali adeguati: “Avviso ai naviganti” e rimarca che un possibile sollievo contabile nel 2026 non può compensare la debole programmazione e la gestione politica degli anni precedenti, sollevando infine interrogativi su quale sarà la situazione per il periodo 2027-2029.

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