11 Ottobre 2026 ☁ 18°

Unione e RSU spingono per il mantenimento dei posti a ITS Melfi

Melfi, i lavoratori di ITS chiedono alla Regione un tavolo urgente per salvare 75 impieghi prima della chiusura di fine anno.

Unione e RSU spingono per il mantenimento dei posti a ITS Melfi

Il 9 ottobre 2026 i dipendenti dell'azienda International Trading Service (ITS) S.r.l. di San Nicola di Melfi si sono riuniti in una numerosa assemblea per discutere la crisi occupazionale che minaccia i loro 75 posti di lavoro. L'azienda, operante nel settore della logistica integrata per l'indotto automotive, è attualmente in cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività e prevede la chiusura definitiva entro il 31 dicembre 2026.

Assemblea di Melfi: dati e preoccupazioni principali

La riunione, convocata dalle rappresentanze sindacali di Fast ConfsalFismic ConfsalUiltrasporti e della RSU ha messo in luce la gravità della situazione: se non si trovano soluzioni concrete entro la scadenza degli ammortizzatori sociali molti lavoratori rischiano di uscire definitivamente dal mercato del lavoro. Durante l'incontro è stata condivisa la lettera di richiesta d'intervento inviata il 6 ottobre alla Regione basilicata che chiedeva l'apertura immediata di un tavolo di crisi istituzionale.

Le richieste sindacali per evitare i licenziamenti

Le organizzazioni sindacali hanno formulato tre direttrici imprescindibili. In primo luogo, la continuità dei ammortizzatori sociali e della CIGS per cessazione sfruttando gli strumenti previsti dalla normativa per il riconoscimento dell' area di crisi industriale complessa. In secondo luogo, la stesura di un piano di impiego vincolante condiviso tra la Regione e la dirigenza di ITS, articolato su due azioni parallele. Infine, l'introduzione di una clausola sociale nel bando regionale “Transizione Industriale”.

Piano di riassorbimento e ricollocazione

Il primo caposaldo prevede il riassorbimento immediato di una parte della forza lavoro all'interno di altre società facenti parte del Gruppo Mossucca attive sia nel polo industriale di Melfi sia in altri bacini produttivi della Basilicata. Tale operazione dovrebbe consentire una transizione rapida, evitando periodi di inattività prolungati per i lavoratori a rischio.

Clausola sociale nel bando “Transizione Industriale”

Seconda misura proposta: inserire nel bando regionale un vincolo occupazionale che obblighi le imprese beneficiarie di contributi e sgravi fiscali ad assumere prioritariamente il personale di ITS in cassa integrazione e chi attualmente percepisce la NASpI. Fra le aziende citate vi sono la FdmLas Automotive e Lgs che dovrebbero accogliere gli ex dipendenti in base a un piano di re-skilling mirato.

Le sigle sindacali hanno avvertito che, qualora la Regione Basilicata non convocasse Il Tavolo entro tempi brevi, saranno attivate tutte le forme di mobilitazione previste dalla legge. La nota congiunta sottolinea che la crisi non è solo una questione di tutela dei diritti ma anche di tenuta industriale e sociale dell’intero territorio lucano. L'obiettivo è garantire che gli incentivi allo sviluppo siano accompagnati da un impegno inderogabile di salvaguardia occupazionale evitando così un vuoto economico che graverebbe sulle famiglie dei dipendenti.

Con la chiusura delle attività prevista per la fine dell'anno, l'urgenza di definire un percorso di reindustrializzazione e di politiche attive del lavoro è palpabile. Le organizzazioni sindacali rimangono disponibili a collaborare con la Regione, i rappresentanti di ITS e gli eventuali nuovi investitori per definire un piano che tuteli sia i posti di lavoro sia il futuro produttivo di Melfi.

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