Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato una norma che autorizza la Regione a procedere alla rinegoziazione dei mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti, richiamando la Letter-Circolare CDP del 29 aprile 2026. L’iniziativa legislativa, promossa dal consigliere Fernando Picerno (Forza Italia), è passata a maggioranza con il sostegno del centrodestra e nasce dall’esigenza di far fronte a uno scenario macroeconomico segnato dall’aumento dei costi energetici e dai rischi sulle prestazioni ai cittadini. La norma è stata illustrata in Aula come strumento per destinare risorse aggiuntive ad interventi sul territorio nel prossimo biennio.
Il provvedimento, identificato come Pdl 155/2026, non modifica la durata dei mutui ma interviene sulle modalità di rimborso nei periodi considerati. Secondo le ricostruzioni ufficiali, l’operazione è pensata per alleggerire i pagamenti correnti e trasferire margini finanziari alla spesa ordinaria e agli investimenti locali. Contestualmente, il Consiglio ha approvato i bilanci di previsione 2026-2028 per enti e parchi regionali, confermando un pacchetto di decisioni con impatto sia finanziario che amministrativo.
Cosa prevede la norma
La legge autorizza la Regione a concordare con la Cassa Depositi e Prestiti una ristrutturazione delle rate nei termini indicati dalla Letter-Circolare CDP del 29 aprile 2026. Nello specifico, la rinegoziazione decorre dalla rata del 30 giugno 2026 e introduce una riduzione temporanea delle quote capitale per il periodo individuato dalla norma. L’intervento mantiene inalterata la scadenza finale dei finanziamenti, ma modifica la composizione delle rate per dare ossigeno alla parte corrente del bilancio regionale e sostenere programmi e servizi che potrebbero risentire della congiuntura economica.
Tempistiche e impatti economici
Secondo il testo approvato, per il periodo compreso tra il 30 giugno 2026 e il 31 dicembre 2027 le quote capitale saranno ridotte allo 0,25 per cento del debito residuo rilevato al 1° gennaio 2026. Dal 30 giugno 2028 si tornerà a rate semestrali costanti comprensive di capitale e interessi. La stima degli effetti finanziari prevede minori uscite per complessivi 6,89 milioni di euro nel biennio 2026-2027, con un onere aggiuntivo stimato in circa 3,05 milioni di euro negli anni successivi e un costo totale dell’operazione attorno a 9,92 milioni di euro. Questi numeri sono stati presentati come bilanciamento tra necessità di liquidità immediata e sostenibilità a medio termine.
Reazioni politiche e discussione in Aula
La proposta è stata sostenuta soprattutto dai gruppi di centrodestra e ha registrato voti favorevoli che ne hanno consentito l’approvazione a maggioranza. Tra i contrari si è distinto il consigliere Cifarelli, che ha motivato il suo voto con preoccupazioni su costi futuri e priorità finanziarie. Altri interventi significativi in Aula sono stati quelli del consigliere Michele Napoli, che ha illustrato le ragioni politiche della scelta, e del presidente Pittella, il quale ha sottolineato come la norma possa liberare risorse nella parte corrente del bilancio per far fronte alle esigenze più immediate dei cittadini.
Le mozioni e il confronto
La seduta ha inoltre visto l’esame di diverse mozioni iscritte all’ordine del giorno: dal gruppo Movimento 5 Stelle è stata presentata la proposta sulla promozione della salute riproduttiva (Pdl 138/2026), illustrata dalla consigliera Viviana Verri, mentre il gruppo di Fratelli d’Italia ha portato all’attenzione due iniziative sul tema del Patto per il futuro e sulla trasparenza nei rapporti fra istituzioni e soggetti operanti nei settori sanitario e socio-assistenziale, illustrate dal capogruppo Michele Napoli. Il dibattito testimonia un confronto vivace su indirizzi strategici e governance regionale.
Altre deliberazioni e prospettive per il territorio
Oltre alla rinegoziazione dei mutui, il Consiglio ha dato l’ok ai bilanci di previsione 2026-2028 per enti come Apt, il Parco Gallipoli Cognato, Arlab, il Parco del Vulture e Egrib. Queste approvazioni integrano la manovra finanziaria regionale e rappresentano strumenti operativi per la gestione delle attività e degli investimenti locali. I promotori della legge hanno insistito sul fatto che la rinegoziazione è pensata come misura temporanea e mirata a sostenere la capacità di spesa della Regione nel periodo di maggior tensione economica, con l’obiettivo di evitare ripercussioni sui servizi pubblici essenziali.
In chiusura, l’adozione della norma segna una scelta politica ed economica decisa dalla maggioranza regionale: usare strumenti finanziari per rimodulare l’impatto delle rate sul bilancio a breve termine, accollandosi un onere complessivo che è stato quantificato e che verrà monitorato nei prossimi esercizi. Resta centrale il confronto tra maggioranza e opposizione sulla sostenibilità e sulle priorità da finanziare con le risorse così recuperate.



