Il 24 e 25 settembre la Basilicata diventa il palcoscenico della Notte Europea dei ricercatori un’iniziativa inserita nel progetto SuperScienceMe. L’evento, promosso dall’Università degli Studi della Basilicata, si articola in una serie di attività che vanno dalla pallavolo alle performance musicali, fino a reading e laboratori scientifici, con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile a tutta la popolazione.
Il torneo di pallavolo e gli stand informativi a Potenza
Giovedì 24 settembre la festa prende il via in piazza 11 Settembre, accanto al Municipio, dove si svolge un torneo misto 4×4 di pallavolo. Studenti delle scuole superiori e ricercatori dell’Ateneo formano le squadre, con la partecipazione speciale del campione azzurro Valerio Vermiglio. Contemporaneamente, piazza Giacomo Matteotti si trasforma in un villaggio dell’innovazione: stand dell’Università degli Studi della Basilicata, del CNR, dell’ARDSU, del CUS e del POLIS Unibas offrono informazioni su percorsi di studio, opportunità di ricerca e sport universitario.
Musica e gastronomia nel cuore della città
Nel pomeriggio e la sera, la piazza Mario Pagano si anima con il Totem OpenStage, dove studenti e docenti propongono concerti dal vivo. L’evento è affiancato da un percorso enogastronomico che invita i partecipanti a degustare i prodotti tipici della zona, creando un connubio tra cultura scientifica e tradizione locale.
A Matera: reading “A testi aperti” e il concerto finale a Potenza
Venerdì 25 settembre gli occhi si spostano a Matera. Nel Palazzo dell’Annunziata, all’Open Space APT, si tiene il reading “A testi aperti”, una tavola rotonda pensata per far dialogare ricercatori, studenti e cittadini su temi di attualità. Nel medesimo giorno, la Notte dei ricercatori si chiude a Potenza sul palco del Cineteatro Don Bosco con il concerto dei Nero a Metà Experience, che conclude le due giornate con energia e musica.
Citazioni e obiettivi degli organizzatori
La prof.ssa Giovanna Rizzo, coordinatrice di Ateneo, ha sottolineato che «la ricerca è la nostra stella polare» e che l’iniziativa mira a far scendere la scienza in campo ovvero a portarla fuori dai laboratori tradizionali. Il prorettore al Public Engagement, prof. Donato Verrastro, ha aggiunto che l’evento vuole rafforzare il legame tra università e territorio, promuovendo valori di condivisione e integrazione. Entrambe le dichiarazioni riflettono la volontà di trasformare la comunicazione scientifica in un’esperienza partecipativa.
Altre manifestazioni in Italia: dal Pavia a Ferrara
Parallelamente, il 25 settembre si svolge a Pavia la “Notte della ricerca” organizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e dall’Università. Oltre 80 stand offrono esperimenti interattivi, dal sincrotrone ai microscopi, per coinvolgere scuole e pubblico adulti. A Ferrara, l’Università ha ospitato una serata dedicata a temi come l’Unione Europea, la gestione dei conflitti e la filiera agroalimentare, con workshop pratici e visite guidate al Palazzo Angeli.
Tutte queste iniziative, pur differenziandosi per luogo e focus, condividono l’obiettivo comune di rendere la scienza parte integrante della vita quotidiana, dimostrando che conoscenza e cultura possono essere sperimentate in ogni angolo della città.



