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Verso un’associazione Canada-UE e un Consiglio europeo di sicurezza

Ursula von der Leyen ha proposto un legame più stretto con Ottawa e la creazione di un Consiglio europeo di sicurezza, mosse tese a consolidare l’Atlantico e a proteggere il Baltico.

Verso un’associazione Canada-UE e un Consiglio europeo di sicurezza

Nel discorso sullo Stato dell’Unione del 19 settembre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha intrecciato temi di competitività, autonomia strategica e difesa della democrazia. Tra le proposte più rilevanti, vi sono due linee di azione: l’apertura di un’associazione politica con il Canada e la costituzione di un Consiglio europeo di sicurezza. Entrambe le iniziative mirano a dare all’Europa una dimensione di potenza più coerente, soprattutto nei confronti del Baltico e delle sfide energetiche.

L’associazione Canada-UE: opportunità e rischi

Il rapporto tra Ottawa e Bruxelles si fonda già sul CETA l’accordo di libero scambio che dal 2017 regola la maggior parte degli scambi commerciali. L’estensione proposta, talvolta definita “CETA Plus”, non è una fusione politica, ma un rafforzamento della cooperazione su difesa, energia, materie prime critiche e tecnologie emergenti. Per il Canada, rappresenta una via d’uscita dal quasi 70 % delle esportazioni dipendenti dagli Stati Uniti, riducendo la vulnerabilità a eventuali misure protezionistiche americane.

Dentro il CETA Plus

Il nuovo quadro prevederebbe un accesso privilegiato alle riserve europee di litio, nichel e cobalto, così come al gas naturale liquefatto e alle future produzioni di idrogeno verde. L’UE, dal canto suo, guadagnerebbe una fonte stabile di minerali strategici lontana dalla dipendenza da Paesi autoritari. Un ulteriore vantaggio riguarda la condivisione di standard normativi in ambiti come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico, creando un blocco regolatorio capace di competere a livello globale.

Il Consiglio europeo di sicurezza: un organo snello per il Baltico

Parallelamente, von der Leyen ha proposto la creazione di un Consiglio europeo di sicurezza con mandato limitato ma operativo. L’obiettivo è coordinare le risposte a minacce ibride crisi energetiche e attacchi cyber, soprattutto nei paesi baltici dove la pressione russa si manifesta con droni, sabotaggi informatici e vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine. Il Consiglio includerebbe non solo i membri dell’UE, ma anche Regno Unito, Norvegia, Canada e Ucraina evitando di duplicare le strutture della NATO.

Operazioni antimina e difesa aerea

Un caso emblematico è l’intervento di un aereo italiano che ha abbattuto un drone nel cielo lituano, dimostrando quanto siano sottili le linee tra incidente e provocazione. L’Italia, grazie a sistemi radar avanzati e ai missili Samp/T sviluppati in collaborazione con la Francia, può offrire un supporto cruciale al network di difesa aerea integrata del Baltico. Allo stesso tempo, le capacità antimina, essenziali per mantenere libere le rotte marittime del Mar Baltico, rappresentano un valore aggiunto per la sicurezza collettiva.

Il contesto ucraino rimane il nodo più sensibile. Con l’inverno alle porte, la Russia intensifica gli attacchi alle infrastrutture di Kiev, mentre le pressioni interne su Volodymyr Zelensky aumentano. L’UE, principale sostenitore finanziario di Kiev, dovrà coniugare gli aiuti economici con garanzie di sicurezza attraverso il nuovo consiglio, senza però sostituirsi alla NATO.

Infine, la strategia europea non si limita all’Europa orientale. Le tensioni nel Canale di Bab el-Mandeb e nello Stretto di Hormuz, evidenziate dal recente controllo houthi, mostrano che la sicurezza dell’Europa dipende anche da rotte marittime lontane. Un legame più stretto con il Canada, con le sue capacità navali e le sue posizioni strategiche nell’Artico, può contribuire a proteggere questi punti di passaggio vitali.

La sfida ora è tradurre queste idee in decisioni concrete, superando le tradizionali divisioni tra autonomia e alleanza transatlantica.

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