19 Settembre 2026 🌫 16°

Link University a Matera: polemica e protesta della società civile

Una decisione regionale apre la porta alla Link University, ma la civiltà di Matera risponde con una petizione millesimale e richieste di tutela dell’Università pubblica.

Link University a Matera: polemica e protesta della società civile

Il 19 settembre 2026 è stato segnato da un nuovo capitolo nella storia accademica di Matera: il governo regionale ha autorizzato l’attivazione di un corso di laurea in Medicina e Chirurgia della Link University università privata con una retta annua di 20.000 euro. La notizia, diffusa in tutta la città, ha subito suscitato una forte reazione da parte di cittadini, associazioni e della stessa Università di Basilicata già impegnata da anni nella realizzazione del progetto “Campus nel Parco”.

Il dibattito prende le mosse da una proposta avviata nel 2001 dalla associazione Città Plurale che, insieme a numerosi cittadini, spinse per la conversione dell’area del vecchio ospedale di Matera – situata tra il Parco del Castello, il boschetto e il cuore storico – in un nuovo campus universitario. La petizione, sostenuta da più di diecimila firme fu riconosciuta dal presidente della Giunta Regionale, Filippo Bubbico per la sua capacità di rappresentare l’interesse collettivo senza fini di parte.

Il progetto storico del “Campus nel Parco” a Matera

La visione originale prevedeva la riqualificazione dell’intera zona, trasformandola da potenziale area speculativa in un polo culturale integrato con gli spazi verdi. La delibera regionale affidò al rettore dell’epoca il compito di elaborare un piano di trasferimento che coinvolgesse tutti gli organi accademici, gli studenti e le forze sociali. L’obiettivo era chiaro: creare un centro di formazione di qualità, capace di attrarre giovani da tutta la Regione, dall’Alta Murgia e persino dalla vicina Puglia, valorizzando al contempo il patrimonio urbanistico ed ambientale di Matera.

Origini e sostegno della società civile

Il motto “L’Università nel Parco” riassumeva l’intento di collegare il nuovo campus alle aree del Parco del Castello e del boschetto, garantendo continuità tra architettura storica e verde pubblico. Il progetto fu sempre accompagnato dall’appello a una programmazione basata sulla qualità dell’intervento urbanistico evitando ogni forma di speculazione edilizia. La partecipazione attiva dei cittadini, testimoniata dalla firma di migliaia di firme, fu interpretata come un segnale forte della volontà collettiva di costruire una università pubblica solida e inclusiva.

La decisione regionale di accogliere la Link University

Nonostante il percorso già avviato, la Giunta Guidata da Bardi ha deciso di aprire la porta a un ateneo privato, proponendo un corso di Medicina e Chirurgia con una retta di 20.000 euro all’anno. La proposta è stata accolta come un’opportunità per “intercettare una domanda di mercato”, ma ha immediatamente sollevato dubbi sulla sua coerenza rispetto al progetto “Campus nel Parco”. Gli osservatori temono che l’ingresso di una realtà a pagamento possa erodere la base di studenti provenienti da famiglie con minori risorse e indebolire la posizione della Università di Basilicata che già offre la facoltà di Medicina senza oneri così gravosi.

Le reazioni di Città Plurale e la posizione del PLD

L’associazione Città Plurale ha definito la scelta “estremamente grave, inutile e dannosa per la città”, chiedendo un ritorno al dialogo tra istituzioni, politica e cittadini per potenziare l’offerta formativa pubblica. Parallelamente, Giuseppe Gravela componente della segreteria nazionale del Partito Liberaldemocratico, ha sostenuto che la presenza di un ateneo privato non è di per sé un problema, bensì un’occasione per stimolare autonomiaconcorrente e qualità nell’intero sistema universitario. Gravela ha sottolineato che “Matera non chiede privilegi, chiede di poter competere” e ha invitato a evitare ostacoli burocratici che impediscano una libera competizione.

Il dibattito resta aperto: da un lato, la difesa dell’offerta pubblica e la volontà di mantenere l’area del vecchio ospedale come patrimonio comune; dall’altro, l’argomento di chi vede nella Link University un potenziale stimolo alla competitività. In attesa di ulteriori sviluppi, l’appello di Città Plurale è chiaro: “Rafforzare l’Università pubblica di Basilicata e garantire che Matera e Potenza rimangano vere città universitarie, senza dividere gli studenti in categorie A e B”.

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