In un contesto di crescente attenzione per la tutela ambientale, emerge una vicenda che sta scuotendo la Basilicata. L’Associazione AMSCIL APS-ETS ha portato alla luce gravi incongruenze documentali riguardanti la mega-tartufaia controllata di 143,38 ettari nei territori di Pisticci e Scanzano Jonico. La questione, che coinvolge il Garante Regionale della Natura Biagio Costanzo, ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e la correttezza delle procedure amministrative.
La vicenda ha avuto inizio con una segnalazione ambientale presentata da AMSCIL in merito alle anomalie istruttorie del D.P.G.R. n. 96/2026, il provvedimento che ha riconosciuto la tartufaia controllata ad ALSIA in tre Zone Speciali di Conservazione della costa ionica senza preventiva Valutazione di Incidenza Ambientale. La situazione si è complicata ulteriormente con l’archiviazione della segnalazione da parte del Garante della Natura il 12 agosto 2026, un provvedimento che ha scatenato una serie di reazioni e richieste di chiarimento.
Le incongruenze riscontrate nel riscontro del 2 settembre
Il 2 settembre 2026, l’Ufficio del Garante della Natura ha fornito un riscontro formale alla richiesta di accesso agli atti presentata da AMSCIL. Tuttavia, questo riscontro ha evidenziato anomalie di carattere oggettivo che hanno sollevato ulteriori dubbi sulla regolarità del procedimento.
In particolare, è emersa un’incongruenza temporale riguardante l’audizione personale dei funzionari regionali. L’Ufficio del Garante ha affermato che il verbale di audizione è già stato comunicato al Presidente Dr. Antonio Pagano, ma l’unico atto allegato risale al 13 aprile 2026. Questo verbale, che riguarda un incontro bilaterale, non può in alcun modo coincidere con l’audizione difensiva estiva dei funzionari regionali richiamata quale presupposto dell’archiviazione di agosto.
Un’altra discrepanza riguarda la trasmissione di chiarimenti fuori tema. Alla richiesta di accesso alle note scritte di chiarimento fornite dall’Ufficio Foreste sul caso ALSIA, l’Ufficio del Garante ha trasmesso una nota risalente al marzo 2026, totalmente estranea ai profili istruttori ed ecologici della Tartufaia di Policoro.
Infine, nonostante la specifica richiesta formulata ai sensi del D.Lgs. 195/2005, l’Ufficio del Garante non ha trasmesso alcuna relazione tecnica, piano colturale o elaborato cartografico, documenti che l’Ufficio Foreste detiene stabilmente avendoli già ufficialmente trasmessi all’ALSIA e ai Carabinieri in data 24 giugno 2026.
La diffida e i ricorsi pendenti
Di fronte a queste incongruenze, l’Associazione AMSCIL ha notificato una formale diffida ad adempiere, intimando al Garante della Natura di provvedere alla corretta e integrale ostensione degli atti reali entro 5 giorni. La trasparenza amministrativa e l’accesso all’informazione ambientale costituiscono livelli essenziali delle prestazioni che la Pubblica Amministrazione è tenuta a garantire per legge, a maggior ragione quando l’intervento ricade in tre distinte Zone Speciali di Conservazione (ZSC IT9220080 “Costa ionica Foce Agri”, ZSC IT9220095 “Costa ionica Foce Cavone”, ZSC IT9220085 “Costa ionica Foce Basento”) e lambisce la Riserva Biogenetica di Metaponto.
In assenza di un immediato riscontro conforme alle richieste, l’Associazione AMSCIL ha già predisposto le seguenti iniziative giurisdizionali, d’intesa con il proprio difensore:
- Istanza istruttoria urgente al TAR Basilicata: Nell’ambito del ricorso pendente R.G. n. 256/2026 promosso da AMSCIL per l’annullamento del D.P.G.R. n. 96/2026, verrà depositata istanza affinché il Tribunale ordini coattivamente alla Regione Basilicata l’esibizione in giudizio del fascicolo istruttorio completo, comprensivo delle reali note di chiarimento estive e dei relativi allegati cartografici.
- Integrazione documentale presso la Procura della Repubblica: Verranno trasmessi all’Autorità Giudiziaria, nell’ambito del procedimento penale già attivo presso la Procura di Potenza, gli atti relativi alle discrasie informative riscontrate tra le attestazioni del provvedimento di archiviazione del 12 agosto e l’effettivo riscontro documentale del 2 settembre, al fine di verificare la correttezza delle attestazioni rese dai pubblici ufficiali.
L’Associazione AMSCIL, supportata dalle tesi scientifiche del WWF Costa Ionica Lucana, ribadisce che la tutela del territorio demaniale litoraneo e il rispetto delle procedure di legge non possono essere elusi da prassi amministrative non conformi ai canoni di trasparenza, buon andamento e imparzialità previsti dall’art. 97 della Costituzione.



