Un progetto che guarda al futuro del turismo e della mobilità nel Mezzogiorno. L’annuncio del nuovo aeroporto Scalea-Maratea frutto della collaborazione tra la Regione Basilicata e la Regione Calabria rappresenta un passo significativo per lo sviluppo dell’area tirrenica. La scelta del nome, che unisce due località distanti solo 30 chilometri ma appartenenti a regioni diverse, simboleggia una visione condivisa di crescita e integrazione territoriale.
L’iniziativa è stata presentata durante l’undicesima edizione de ‘LaRipartenza, liberi di pensare’ l’evento ideato da Nicola Porro e ospitato a Maratea. I presidenti delle due regioni, Vito Bardi e Roberto Occhiuto hanno sottolineato come questo progetto sia destinato a rafforzare l’accessibilità e l’attrattività dell’intero comprensorio.
Un nome che unisce due regioni
La denominazione Scalea-Maratea non è solo un nome, ma un messaggio politico e territoriale. Come ha dichiarato Bardi, ‘insieme al Presidente Occhiuto abbiamo condiviso la volontà che il futuro scalo di Scalea assuma la denominazione di Scalea-Maratea una scelta che riconosce il valore strategico di un territorio che, pur appartenendo a due regioni diverse, rappresenta un’unica grande destinazione turistica del Mezzogiorno.’
Inserire il nome di Maratea nello scalo significa dare maggiore visibilità alla Basilicata sulle rotte aeree e rafforzare l’attrattività internazionale dell’intero comprensorio. L’obiettivo è favorire collegamenti sempre più rapidi con Roma e con altre destinazioni attraverso aeromobili di piccole e medie dimensioni.
Un progetto per il futuro del turismo
Il nuovo aeroporto, che dovrebbe entrare in funzione a partire da gennaio punta a migliorare l’accessibilità dell’area tirrenica meridionale. Il progetto prevede l’utilizzo di aeromobili di piccole e medie dimensioni, offrendo una soluzione complementare rispetto agli altri scali già presenti nel Mezzogiorno.
Secondo quanto comunicato dalla Regione Basilicata il nuovo scalo rappresenta ‘un’importante iniziativa destinata a rafforzare l’accessibilità dell’area tirrenica’. L’obiettivo è creare una nuova porta d’accesso per turisti, imprese e cittadini, riducendo le difficoltà di collegamento che spesso rappresentano uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle aree periferiche.
Collaborazione istituzionale per un sistema integrato
Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la collaborazione istituzionale tra Regione Calabria e Regione Basilicata. Per Bardi, la cooperazione tra territori confinanti rappresenta uno strumento fondamentale per superare i limiti imposti dai confini amministrativi e costruire servizi più efficienti.
‘L’obiettivo è favorire collegamenti sempre più rapidi con Roma e con altre destinazioni attraverso aeromobili di piccole e medie dimensioni, mettendo a sistema le potenzialità di Calabria e Basilicata’, evidenzia Bardi. Una visione che punta a creare un sistema integrato nel quale infrastrutture, turismo e sviluppo economico possano lavorare insieme.
La collaborazione tra regioni confinanti, come ha aggiunto Bardi, è la strada giusta per superare i confini amministrativi e costruire servizi capaci di generare sviluppo, turismo e nuove opportunità per cittadini e imprese. ‘Quando i territori fanno squadra, i benefici si estendono ben oltre i rispettivi confini: è questa la visione che intendiamo portare avanti: un Mezzogiorno che cresce attraverso la cooperazione istituzionale e investimenti che migliorano concretamente l’accessibilità e la competitività dei nostri territori.’



