La Basilicata si trova a un bivio cruciale nel suo percorso energetico. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha presentato in Consiglio regionale una strategia che punta a trasformare la regione in un attore chiave delle politiche energetiche nazionali. Una visione che combina innovazione tecnologica e tutela ambientale, con un occhio di riguardo per le comunità locali.
In un contesto di transizione energetica globale, Bardi ha sottolineato l’importanza di non farsi trovare impreparati. La Basilicata, con la sua esperienza nel settore energetico e le sue risorse, ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista.
Una politica energetica fondata sulla programmazione
Al centro della strategia di Bardi c’è l’idea di una politica energetica fondata sulla programmazione e sulla continuità amministrativa. “Scelte di questa portata richiedono tempo, approfondimenti e una visione di lungo periodo”, ha affermato il governatore. Una visione che si scontra con la necessità di affrontare sfide immediate, come la riduzione della produzione petrolifera e la transizione verso fonti rinnovabili.
La Basilicata ha storicamente tratto benefici significativi dalle attività estrattive, con entrate che nel 2026 hanno raggiunto i 55,6 milioni di euro grazie alla quota del 3% sulla produzione. Questi fondi sono stati utilizzati per garantire servizi essenziali come il trasporto per i disabili, la Protezione Civile e il sostegno ai Comuni. Tuttavia, Bardi ha riconosciuto che la produzione petrolifera è destinata a diminuire nel tempo, rendendo necessaria una pianificazione accurata per il futuro.
Nucleare di nuova generazione: opportunità o rischio?
Uno dei temi più dibattuti è quello del nucleare di nuova generazione in particolare i piccoli reattori modulari. Bardi ha adottato una posizione di pragmatismo sottolineando che “non si tratta di assumere decisioni oggi, ma di non autoescludersi a priori da un confronto su tecnologie innovative”. Una posizione che apre la porta a possibili collaborazioni con il Governo centrale per esplorare le potenzialità di queste nuove tecnologie.
Tuttavia, Bardi ha tenuto a chiarire che la discussione sul nucleare non deve essere confusa con quella relativa al deposito nazionale delle scorie radioattive. “La nostra netta contrarietà al deposito in Basilicata resta ferma”, ha ribadito, ricordando che questa posizione è stata espressa fin dal 2019 in Conferenza delle Regioni e confermata dagli atti amministrativi regionali. Qualora il percorso nazionale sul nucleare avanzasse, la Regione attiverà un confronto pubblico serio basato su dati scientifici e sul coinvolgimento di università e cittadini.
Transizione ecologica e impatto sulle comunità locali
Pur confermando il pieno sostegno alla transizione ecologica e alle fonti rinnovabili, Bardi ha sollevato un tema di forte equità sociale ed ecologica. “A differenza degli idrocarburi, gli impianti rinnovabili attuali determinano un forte impatto paesaggistico e consumo di suolo senza produrre significative compensazioni economiche per le comunità lucane”, ha affermato. Per questo, ha annunciato la prossima presentazione in Consiglio di una proposta normativa per stabilire regole capaci di garantire un equilibrio più equo tra l’investimento dei privati e il beneficio pubblico per i territori ospitanti.
La strategia per l’indipendenza energetica delle infrastrutture pubbliche lucane è un altro pilastro della politica energetica regionale. Bardi ha evidenziato gli accordi avviati con Eni per l’impianto fotovoltaico di Aliano con Total per l’area di Stigliano e il programma di installazione di impianti su aree pubbliche destinati ad azzerare progressivamente i costi energetici a carico della collettività, a partire dal fabbisogno di acquedotto lucano.
“La Basilicata possiede le competenze e le risorse per non subire passivamente le grandi trasformazioni energetiche, ma per governarle da protagonista al tavolo con il Governo centrale”, ha concluso Bardi. Un messaggio chiaro: la regione non intende essere spettatrice delle scelte energetiche nazionali, ma vuole essere un attore attivo, mettendo le proprie risorse al servizio della sicurezza energetica del Paese, ottenendo in cambio benessere, infrastrutture, lavoro e sviluppo per i cittadini lucani.



