4 novembre 2026 ☁ 9° Allerta gialla · rischio idrogeologico · fino 4 novembre 23:59

Patto di rientro programmato, la risposta della Basilicata ai giovani

Basilicata propone un Patto di rientro programmato per fermare la fuga dei giovani e valorizzare le loro competenze.

Patto di rientro programmato, la risposta della Basilicata ai giovani

Il declino demografico che sta caratterizzando l’Italia da diversi anni assume ora una acuta sfumatura regionale. In pochi decenni, la popolazione nazionale è scesa da 60,2 milioni nel 2016 a 58,9 milioni all’inizio del 2026 e le proiezioni dell’Istat indicano un possibile calo a 55 milioni entro il 2050. Il tasso di natalità è diminuito in maniera preoccupante: nel 2025 sono nati appena 355.772 bambini, con una fecondità media di 1,14 figli per donna.

La Basilicata si trova nella parte più delicata di questo scenario. Al 31 dicembre 2024 il censimento segnava 530.004 residenti, già 3.229 unità in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2025 la regione ha registrato la più alta diminuzione di popolazione in Italia, pari al 9 per mille, e il saldo migratorio interno è il più negativo del paese, con una perdita di 5,5 abitanti ogni mille residenti.

Fuga dei giovani lucani: dati che allarmano

Il dato più preoccupante riguarda la popolazione sotto i 40 anni. Tra il 2021 e il 2025, 2.905 lucani hanno trasferito la residenza all’estero, mentre i rientri sono stati soltanto 978. La differenza netta, pari a 1.927 giovani, si aggiunge ai trasferimenti verso altre regioni italiane, creando un vuoto difficile da colmare.

Le parole di Antonio Bochicchio

Il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, ha sottolineato che “non si tratta di impedire ai nostri ragazzi di partire, ma di fare in modo che l’esperienza maturata fuori dalla Basilicata possa diventare una risorsa per il loro futuro e per quello della nostra regione”.

Il Patto di rientro programmato: meccanismo e obiettivi

Il progetto, definito Patto di rientro programmato, nasce da un programma regionale che individua le professionalità richieste dalle imprese locali e dagli altri attori economici. I giovani interessati possono proporre un percorso di formazione, specializzazione, ricerca o lavoro, sia in altre regioni italiane sia all’estero, purché allineato alle esigenze del territorio.

Per ogni Patto vengono stabiliti obiettivi formativi, durata dell’esperienza, competenze da acquisire e un piano concreto di rientro e inserimento professionale. La sperimentazione è prevista per 150 giovani tra i 18 e i 35 anni, con un budget complessivo di 3 milioni di euro per il biennio 2027-2028. Le risorse saranno destinate a formazione, mobilità, permanenza fuori regione e a incentivi per l’assunzione, l’auto-impiego, la creazione di impresa e l’insediamento professionale.

Chi può partecipare?

Il bando è aperto a laureati, diplomati, tecnici, giovani provenienti dagli ITS Academy, artigiani e altre professionalità specializzate. Non si tratta di una promessa di impiego garantito: gli incentivi alle imprese verranno erogati solo dopo la stipula di un reale rapporto di lavoro, nel rispetto della normativa vigente.

Prospettive, limiti e prossimi passi

Secondo Bochicchio, i 150 Patti non potranno da soli invertire una tendenza demografica consolidata da decenni, ma la sperimentazione serve a testare un modello capace di trasformare la mobilità giovanile da perdita definitiva a circolazione di competenze. Il successo dipenderà da un articolato pacchetto di politiche complementari su lavoro, abitazione, servizi, famiglia e qualità della vita.

Il Patto di rientro programmato rappresenta quindi una prima risposta istituzionale a una crisi che, se non affrontata, minaccia la capacità produttiva, l’autonomia e il peso geopolitico dell’Italia. Se il progetto dimostrerà risultati concreti, le autorità intendono ampliare lo spettro dei benefici e coinvolgere un numero maggiore di giovani, creando così un circolo virtuoso di competenze e crescita per la Basilicata.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Potenza adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 4 novembre