Il territorio del Metapontino torna al centro del dibattito politico locale con l’annuncio della prossima sottoscrizione del Patto territoriale per il Metapontino, un’intesa che coinvolge dieci Comuni della fascia jonica. La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Viviana Verri, ha posto l’accento sulla necessità che la Regione recepisca questa iniziativa e la sostenga con strumenti adeguati. Secondo Verri, la collaborazione tra amministrazioni può diventare il volano per valorizzare le realtà produttive e le risorse naturali dell’area, ma occorre una regia regionale sensibile e concreta.
La proposta che emerge dal territorio non è un semplice documento simbolico: rappresenta un modello di governance locale che punta a capitalizzare il patrimonio ambientale e il potenziale turistico. Per questo motivo Verri sollecita che la programmazione regionale includa misure ad hoc per accompagnare gli interventi, affrontare le criticità ancora aperte e fornire risorse finanziarie e tecniche. La questione assume rilievo non solo per gli operatori locali, ma per l’intero sistema economico lucano.
Il valore della cooperazione tra Comuni
La capacità dei Comuni di mettersi insieme e definire obiettivi condivisi è vista come un segnale importante: la sinergia territoriale può generare effetti moltiplicatori su produzione agricola, servizi e accoglienza turistica. Verri richiama l’attenzione sul fatto che le iniziative locali devono essere inserite in una programmazione strategica più ampia, che tenga conto tanto delle vocazioni produttive quanto della tutela delle risorse ambientali. Il patto, se supportato, potrebbe rendere più efficiente l’uso dei finanziamenti e favorire progetti integrati di sviluppo.
Risorse produttive e vocazione turistica
Nel contesto metapontino convivono settori diversi: dall’agricoltura tradizionale alle potenzialità legate al turismo costiero e ambientale. Verri sottolinea che valorizzare queste caratteristiche richiede interventi mirati, formazione per gli operatori e investimenti in infrastrutture. La combinazione di risorse ambientali e capacità produttiva potrebbe essere trasformata in un vantaggio competitivo se governata da una strategia condivisa, capace di attrarre flussi turistici e sostenere filiere locali con un approccio coordinato.
Il ruolo atteso della Regione
Secondo la consigliera del M5S, spetta alla Regione assumere una funzione di accompagnamento, non solo a parole ma con atti concreti. Questo significa mettere a disposizione risorse adeguate, definire linee di intervento chiare e mantenere un confronto costante con le amministrazioni locali. La Regione dovrebbe quindi tradurre il patto in priorità nella programmazione finanziaria, promuovendo sia interventi immediati sia piani di lungo periodo che rispondano alle esigenze del territorio.
Affrontare le criticità aperte
Oltre alla disponibilità di fondi, Verri evidenzia la necessità di affrontare problemi strutturali rimasti irrisolti: dalla manutenzione delle infrastrutture ai servizi essenziali per imprese e cittadini. Un approccio integrato prevede il monitoraggio delle azioni, la rimozione degli ostacoli burocratici e l’attivazione di partenariati pubblico-privati. Solo così il patto territoriale potrà tradursi in risultati tangibili, migliorando la qualità della vita e le prospettive economiche locali.
Prospettive e prossimi passi
La sottoscrizione dell’accordo sarà una tappa importante, ma non l’ultima: serve un calendario di interventi e un sistema di valutazione condiviso. Verri invita la Regione a farsi carico della fase successiva, garantendo supporto tecnico e finanziario per la progettazione e l’attuazione. La sfida è trasformare l’intesa in una strategia operativa che mobiliti risorse, coinvolga comunità locali e crei condizioni favorevoli per investimenti sostenibili nel Metapontino.
Verso una governance partecipata
Infine, la consigliera propone una governance partecipata che mantenga aperto il dialogo tra enti, cittadini e operatori economici. Il coinvolgimento attivo delle comunità, unito a una programmazione regionale sensibile, può generare un percorso di sviluppo equilibrato. Se la Regione risponderà all’appello, il Patto territoriale per il Metapontino potrebbe diventare un modello replicabile per altre aree che mirano a coniugare crescita economica e tutela ambientale.



