19 Ottobre 2026 🌤 17°

Rallentamenti e blocchi dei camion in Campania, Basilicata e Calabria

Ritiri di tir, rallentamenti su autostrade e solidarietà studentesca: il Sud si blocca per il caro carburante.

Rallentamenti e blocchi dei camion in Campania, Basilicata e Calabria

Da lunedì 19 ottobre 2026 la protesta dei tir contro il cari carburante si è intensificata in diverse regioni del Mezzogiorno. Dopo una notte di blocchi nella zona di Caianello, le autorità hanno dovuto far fronte a nuove code su A1 e A30, mentre in Calabria e Basilicata sono comparsi ulteriori presidi di autotrasportatori. L’azione, coordinata da Fedralog Calabria, prevede la temporanea interruzione del flusso veicolare per pochi minuti, ma basta a creare disagi significativi per pendolari, commercianti e servizi di emergenza.

Nuovi presidii su statali calabresi e basilicati

Alle prime ore del mattino, decine di camion hanno occupato la Statale 18 nel Tirreno cosentino, precisamente nel Comune di Fuscaldo, parcheggiandosi vicino a un distributore di carburante. I tir hanno chiuso la corsia in direzione sud, ma hanno garantito il passaggio libero ai veicoli di soccorso e hanno lasciato liberi gli spostamenti dopo brevi rallentamenti. Nella stessa mattina è stato rimosso il blocco allo svincolo dell’A2 a Falerna (Lametino), dove i mezzi avevano impedito l’accesso all’autostrada fin dalla domenica precedente. Nonostante la rimozione, un presidio è rimasto attivo nelle immediate vicinanze, mantenendo la pressione sugli amministratori locali.

Presidi all’ingresso di Potenza

In Basilicata, i punti di pressione si sono concentrati sui principali sbocchi autostradali di Potenza: le aree di Potenza Est, Potenza Ovest e la zona industriale di Tito, situata sul raccordo verso Sicignano degli Alburni. Qui i camion hanno immesso la loro presenza senza bloccare la circolazione, ma provocando rallentamenti lunghi diversi minuti, sufficienti a generare code significative sulla SS Jonica al confine con Puglia e Calabria. Il risultato è stata una discontinuità nella distribuzione di carburante, sebbene i distributori abbiano quasi ripreso la normalità dopo i primi giorni di emergenza.

Blocchi e code su A1 e A30 in Campania

Verso le 03:00 di lunedì, il nodo tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno è stato temporaneamente chiuso per i veicoli provenienti da Napoli. Le autorità di Polizia Stradale e il 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia hanno gestito la situazione, ma le code sono rapidamente raggiunte: circa 2 km tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma, 2 km tra Napoli Nord e Caserta Nord, e 3 km sull’A30 tra Maddaloni e il bivio con l’A1. Per far fronte ai disagi, sono state consigliate deviazioni su A16, SS700 e SS372, ma la congestione ha interessato anche le arterie secondarie di Palma Campania, Sarno e Nocera-Pagani.

Impatto sulla mobilità locale

Le code hanno influito notevolmente sui tempi di percorrenza dei pendolari, sui trasporti commerciali e sui servizi di emergenza. Nonostante il rispetto della normativa – i manifestanti hanno infatti garantito il passaggio rapido ai mezzi di soccorso – la situazione di congestione ha causato ritardi di diverse ore per i camionisti stessi, aggravando ulteriormente il disagio economico provocato dal cari carburante che ha toccato i 2,296 €/litro sulla rete autostradale e i 2,257 €/litro su quella stradale, con un aumento annuo vicino al 40%.

Solidarietà studentesca e agricoltori

Nel pomeriggio, gli studenti del liceo Metastasio di Scalea hanno deciso di non recarsi a lezione, apponendo striscioni di protesta lungo la recinzione dell’istituto. I cartelli denunciavano l’insostenibilità dei prezzi del carburante e la mancanza di fondi per l’istruzione, con slogan come “I serbatoi sono vuoti, la nostra pazienza pure” e “Gen Z non è Gen zitta”. Alcuni insegnanti hanno espresso solidarietà, e diversi ragazzi hanno annunciato l’intenzione di raggiungere i presidii lungo la Statale 18 in compagnia dei genitori. Parallelamente, gli agricoltori hanno partecipato alle manifestazioni, sottolineando il peso dei costi energetici sulla filiera agroalimentare.

Reazioni istituzionali

Le autorità regionali hanno annunciato la destinazione di 7 milioni di euro per i settori più colpiti, in particolare per l’autotrasporto e la logistica, ma le richieste dei manifestanti – tra cui il rimborso delle accise sul gasolio e un maggiore inserimento delle istanze dei camionisti nelle politiche di sviluppo – rimangono aperte. Un incontro con il Ministro dei Trasporti è stato fissato per il prossimo martedì, ma nel frattempo la delegazione di Fedralog ha programmato una visita a Roma, dimostrando la volontà di proseguire la pressione fino a ottenere risposte concrete.

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