Nel cuore dell’autunno, le province pugliesi di Barletta, Bari e Monopoli hanno assistito a un fenomeno senza precedenti: le pompe di benzina, tradizionalmente affidabili, hanno iniziato a esporre cartelli con la scritta esaurito. L’emergenza ha costretto centinaia di automobilisti a fermarsi per ore, spesso fino a notte fonda, nella speranza di riempire i serbatoi prima che la situazione peggiori.
Il problema non si è limitato al solo traffico privato. Il carburante è il filo conduttore di tutta la catena logistica: produttori di ortaggi, frutta e altri prodotti deperibili dipendono dal trasporto su gomma. Quando il diesel diventa scarso, le catene di approvvigionamento dei supermercati corrono il rischio di rompersi, con conseguenze dirette sulla disponibilità di cibo sui tavoli delle famiglie.
Code infinite alle pompe: il panico notturno in Puglia
Le testimonianze raccolte da cittadini di Monopoli descrivono file di veicoli che si estendevano per chilometri lungo le strade principali, con i fari accesi nella penombra. A Trani, le autorità locali hanno registrato oltre 200 auto in coda, molte delle quali con serbatoi quasi vuoti. Anche nella zona di Potenza, in Basilicata, la maggior parte dei distributori ha affisso cartelli di esaurito scatenando una vera e propria corsa al rifornimento.
Barletta, Bari, Monopoli: testimonianze di file interminabili
Alcuni residenti hanno raccontato di aver percorso più di cinque chilometri in fila, con le auto che si fermavano solo per brevi intervalli di rifornimento. La pressione psicologica è stata tale da spingere persone a fare rifornimento in orari anomali, anche nelle prime ore del mattino, temendo che la disponibilità di diesel potesse terminare del tutto. Le autorità di traffico hanno lanciato avvisi di prudenza, ma la paura di rimanere senza carburante ha prevalso.
Le proteste di autotrasportatori e agricoltori
La crisi del carburante ha innescato una serie di dimostrazioni su più fronti. Nella notte di venerdì 16 ottobre, gli autotrasportatori hanno occupato la Stale 96 a Toritto, in direzione Bari, con l’obiettivo di chiedere misure concrete contro l’aumento dei prezzi del diesel. Parallelamente, in Basilicata, i rappresentanti di Coldiretti hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede regionale di Potenza, dove più di 100 trattori hanno sfilato a segnale di protesta.
Manifestazione sulla Stale 96 a Toritto e sede regionale di Potenza
Gli autotrasportatori, coordinati da Confartigianato Trasporti, hanno denunciato il “rischio di paralisi totale della logistica nazionale” se non venissero attuate politiche di sostegno. Hanno chiesto un incontro urgente con il governo, definendo il mancato dialogo come la causa principale della crisi. In Basilicata, i agricoltori di Coldiretti hanno sottolineato che il caro gasolio, l’aumento dei costi di produzione e la riduzione dei redditi agricoli stanno minacciando la sopravvivenza delle aziende agricole della regione.
Risposta della Regione Basilicata: 25 milioni di euro per l’agricoltura
Il presidente regionale Vito Bardi, incontrato insieme agli assessori all’Agricoltura Carmine Cicala e alle Attività Produttive Francesco Cupparo, ha annunciato un pacchetto di 25 milioni di euro finalizzato a fronteggiare l’emergenza. Dieci milioni saranno destinati immediatamente al gasolio agricolo, altri dieci per coprire i maggiori costi energetici e cinque milioni per un fondo rotativo a sostegno delle imprese colpite da calamità naturali.
In aggiunta, la Giunta ha previsto ulteriori sette milioni per il settore dell’autotrasporto e ha promesso l’instaurazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni di categoria, con incontri trimestrali per valutare l’efficacia delle misure e pianificare azioni future. La strategia prevede anche l’utilizzo di fondi europei e il riassestamento di bilancio per garantire la sostenibilità a medio e lungo termine.



