Il capogruppo del partito democratico in Consiglio regionale, Piero Lacorazza ha inviato una missiva ufficiale all’assessore alla Salute Cosimo Latronico e al direttore generale del Dipartimento della Salute Domenico Tripaldi. Nella comunicazione si chiede di conoscere lo stato di avanzamento di due progetti ritenuti fondamentali per il territorio del Vulture-Melfese: la costruzione dell’eliporto presso l’ospedale San Giovanni di Dio e l’attivazione di una sede universitaria sanitaria a Melfi.
Eliporto dell’ospedale San Giovanni di Dio: dove siamo?
Il progetto prevede la realizzazione di un eliporto finanziato per circa 1,5 milioni di euro con i fondi del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027. Secondo il cronoprogramma approvato, i lavori dovevano partire nel secondo trimestre del 2025 e il collaudo finale doveva avvenire entro il 2026. Tuttavia, durante l’audizione di luglio in Commissione è emerso che le attività in cantiere non erano ancora state avviate. Le ragioni citate includono la necessità di ottenere pareri tecnici aggiuntivi e di verificare la compatibilità con altri cantieri presenti nella zona.
Procedure e ostacoli burocratici
Nel corso della discussione sull’assetamento di bilancio, Lacorazza ha nuovamente richiamato l’attenzione del dirigente Summa presente all’incontro, chiedendo un riepilogo delle pratiche già completate e di quelle ancora pendenti. L’eliporto è considerato strategico per le emergenze sanitarie poiché consentirebbe interventi di soccorso più rapidi, anche in orario notturno, superando le limitazioni dell’attuale elisuperficie. La mancanza di avvio dei lavori,
Sede universitaria sanitaria a Melfi: il percorso intrapreso
Il secondo caposaldo della comunicazione riguarda la proposta di aprire a Melfi una sede universitaria sanitaria per i corsi di Laurea in Infermieristica, Fisioterapia e Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia. L’interrogazione del 22 gennaio chiedeva specificamente come fossero evoluti i contatti con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi della Basilicata. Nella risposta del 2 luglio l’assessorato ha indicato l’avvio di un tavolo di lavoro con le due università e con l’Azienda Ospedaliera San Carlo al fine di identificare un’esatta sede all’interno dell’ospedale di Melfi.
Obiettivi e tempistiche richieste
L’intento dichiarato era quello di accelerare le procedure amministrative per consentire l’attivazione della sede già nel primo anno accademico compatibile con l’accreditamento ministeriale. Lacorazza ha sottolineato le incertezze relative al trasferimento progressivo dei corsi dalla Cattolica all’Università della Basilicata, chiedendo chiarimenti su eventuali atti ad adoprarsi, sugli step residui e sui tempi concreti per l’avvio dell’attività didattica. Una sede universitaria a Melfi rappresenterebbe, secondo il capogruppo, un “valorizzante impulso” per il presidio ospedaliero e per le prospettive occupazionali dei giovani del territorio.
L’eliporto e la sede universitaria sanitaria sono descritti come investimenti cruciali per la sicurezza, la salute e lo sviluppo formativo dell’Area Nord della Basilicata, e il capogruppo ha assicurato che la questione rimarrà al centro dell’attenzione parlamentare.



