Negli ultimi giorni la Basilicata è stata teatro di manifestazioni organizzate da agricoltori, autotrasportatori e cittadini preoccupati per l’aumento vertiginoso del prezzo del carburante. Le proteste hanno messo in luce come la crisi energetica non sia più una questione di pochi settori, ma un fenomeno capace di compromettere l’intero tessuto economico e sociale della regione.
La UIL definisce il problema una sfida nazionale
Vincenzo Tortorelli, segretario generale della UIL Basilicata ha sottolineato che la gestione dei prezzi del petrolio e delle accise non può essere decisa a livello regionale. «È una questione nazionale, che richiede scelte del Governo e un confronto con le parti sociali», ha affermato, evidenziando la necessità di costruire una battaglia comune che coinvolga istituzioni, sindacati, rappresentanti del mondo agricolo, trasportatori, imprese e amministrazioni locali.
Competenze regionali per mitigare gli effetti immediati
Pur riconoscendo i limiti della Regione – che non può fissare il prezzo del petrolio né modificare le accise – la UIL indica una serie di misure di pronta risposta di cui la Basilicata dispone. Tra queste, l’intervento rapido sui costi sostenuti dalle imprese agricole e di trasporto, il sostegno alle filiere più esposte, il monitoraggio delle condizioni di accesso al credito e, soprattutto, la tutela dei livelli occupazionali.
Gestione delle scorte e razionalizzazione della distribuzione
Un altro punto cruciale è la prevenzione di eventuali carenze di approvvigionamento. La UIL propone di istituire un sistema di monitoraggio costante delle scorte di carburante, coordinandosi con le autorità competenti per razionalizzare la distribuzione e garantire che i settori essenziali – trasporti, servizi pubblici e distribuzione di beni di prima necessità – non subiscano interruzioni.
Riconsiderare l’organizzazione del lavoro
Di fronte a una crisi che grava sui costi della mobilità, la UIL invita a sperimentare nuovi modelli organizzativi. Propone di incentivare il lavoro agile laddove le mansioni lo consentono, riducendo gli spostamenti quotidiani, e di aprire un dibattito sulla settimana lavorativa corta mantenendo inalterato il salario. Queste iniziative, pur non risolvendo da sole l’emergenza energetica, potrebbero alleviare le pressioni sui bilanci familiari e migliorare la sostenibilità produttiva.
Un appello a un fronte unico
Tortorelli ha chiesto al presidente della Regione, Vito Bardi, e al Consiglio regionale di convocare un tavolo di confronto straordinario con tutte le rappresentanze economiche e sociali. L’obiettivo è definire una posizione unitaria da presentare al Governo nazionale, in modo da evitare che la crisi del carburante si trasformi in una crisi sociale e occupazionale più profonda.



