Il caro gasolio ha scatenato una serie di manifestazioni che hanno rapidamente intaccato la capacità di rifornimento del Mezzogiorno. A partire dalla zona intorno alla raffineria di Taranto, le proteste si sono propagate verso le principali basi di carico e le stazioni di servizio di Puglia, Basilicata e Calabria generando un vero e proprio vuoto di carburante per gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli agricoltori.
Le prime segnalazioni di distribuzione interrotta provengono da centri strategici come Policoro, dove i dispensari hanno dichiarato di aver esaurito le scorte, e da Potenza, dove i distributori Eni, già sotto pressione per gli sconti recenti, faticano a mantenere un livello minimo di prodotto. La situazione sta rapidamente evolvendo in una crisi logistica che rischia di compromettere l’intera mobilità del Sud Italia.
Le proteste si intensificano: richieste di Faib Confesercenti e Fegica
In una nota congiunta, i responsabili territoriali pugliesi di Faib Confesercenti e Fegica hanno espresso solidarietà verso gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori, tutti gravati da prezzi dei carburanti che superano ogni soglia di sostenibilità. Le associazioni hanno avvertito che, senza un intervento rapido, le dimissioni dei gestori di impianti di rifornimento potrebbero aumentare, lasciando migliaia di veicoli senza possibilità di rifornirsi.
Il comunicato sottolinea che le manifestazioni, finora concentrate intorno alla raffineria di Taranto, stanno progressivamente coinvolgendo ulteriori basi di carico. Se il governo non adotterà misure concrete, le proteste potrebbero allargarsi in termini di numero e intensità, con il risultato di un approvvigionamento sempre più difficoltoso per la popolazione.
Proposta di un “price cap” sui carburanti
Le due organizzazioni hanno già presentato al Governo, durante un’audizione al Senato, una proposta di price cap legislativo per i carburanti, ispirata alle recenti iniziative introdotte dalla Commissione Europea e da paesi come la Germania. Tale misura, secondo gli esperti, potrebbe stabilizzare i prezzi senza violare la normativa nazionale o comunitaria, offrendo un sollievo immediato alle categorie più colpite.
Reazioni istituzionali e prospettive di intervento
Il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, dovrebbe incontrare oggi i rappresentanti sindacali per discutere possibili soluzioni. Nel frattempo, le associazioni hanno fatto appello ai Prefetti di Bari e Taranto e alle amministrazioni locali affinché sensibilizzino il Governo e avviino interventi urgenti per contenere il costo dei carburanti e garantire la continuità della fornitura.
Il rischio di una paralisi totale si fa più concreto: i blocchi si sono estesi anche alla SS 106 in Calabria, dove agricoltori, allevatori e pescatori hanno unito le loro richieste, dichiarando che il costo del gasolio rappresenta l’80% delle loro spese operative. L’intensificarsi delle proteste minaccia non solo le attività produttive ma anche il tessuto sociale di intere comunità del Sud.



