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Potenza e i comuni lucani si mobilitano contro la mappa dei siti idonei

La Basilicata si mobilita: a Potenza incontro tecnico su Sogin e contemporaneo presidio di Cgil, Pd, M5s, Wwf, Libera e altri. Tra numeri delle scorie, il caso Itrec a Rotondella e il ricordo di Scanzano, la protesta mette sul tavolo rischi ambientali, promesse economiche e la richiesta di delibere comunali contrarie.

Potenza e i comuni lucani si mobilitano contro la mappa dei siti idonei

La capitale lucana è stata teatro di una giornata di tensione politica e sociale attorno al tema del deposito unico nazionale per rifiuti radioattivi. Nella mattinata del 4 luglio 2026 un convegno organizzato dal movimento ORA! si è svolto nella Sala Minerva del Grande Albergo a Potenza, mentre a pochi metri si concentrava un presidio composto da sindacati, partiti d’opposizione e associazioni ambientaliste per contestare la mappa pubblicata nella CNAI che include quattordici aree lucane come potenzialmente idonee.

La contrapposizione tra argomentazioni tecniche e timori collettivi ha preso forma attraverso interventi ufficiali, manifestazioni e dichiarazioni pubbliche: da un lato i promotori del convegno hanno insistito sulla necessità di una gestione centrale delle scorie e sui numeri che ne giustificano l’esistenza, dall’altro la piazza ha ribadito il rifiuto a trasformare la regione in un sito di stoccaggio, anche alla luce delle vicende giudiziarie e storiche che ancora pesano sulla memoria locale.

Argomentazioni tecniche e offerte economiche sul tavolo

Nel corso del convegno i relatori hanno ricordato che l’Italia dispone attualmente di circa 34.000 metri cubi di scorie radioattive, quantità spesso tradotta in immagini per spiegare l’entità del fenomeno, come l’equivalente di quattordici piscine olimpioniche. La procedura di localizzazione è stata inquadrata nella normativa vigente, il D.Lgs. 31/2010 e viene seguita da Sogin sotto la supervisione di ISPRA e AIEA. Gli organizzatori hanno inoltre richiamato le previsioni di investimento statale, parlando di una cifra indicativa di 1,5 miliardi di euro e della possibilità di creare oltre 4.000 posti di lavoro, oltre a versamenti annuali previsti per i territori ospitanti e la prospettiva di un annesso parco tecnologico.

Il ruolo dell’informazione tecnica

Chi ha partecipato al convegno ha insistito sull’importanza di conoscere procedure e diritti: il confronto è stato presentato come un’occasione per illustrare i criteri della CNAI e spiegare cosa può fare un Comune quando viene indicato come area potenzialmente idonea. Il coordinatore regionale di ORA!, Ugo Bruno Gambardella, ha ribadito che capire non equivale ad accettare, ma la conoscenza è descritta come elemento necessario per esercitare la partecipazione amministrativa e politica.

Tensioni sul territorio: ricordi, Itrec e il presidio di protesta

Fuori dalla sala, la protesta ha assunto toni decisi: sigle sindacali come Cgil partiti quali PD e M5S insieme a organizzazioni come WwfArci e Libera hanno formato un presidio che ha rievocato soprusi del passato e ha messo in guardia da decisioni prese dall’alto. Il riferimento più netto è il rifiuto collettivo alla logica del sacrificio territoriale e il richiamo a Scanzano (2003) come simbolo della mobilitazione che bloccò decisioni calate dall’alto.

Un elemento che ha alimentato le preoccupazioni è il caso dell’impianto Itrec di Trisaia a Rotondella: la recente apertura delle operazioni per il messa in sicurezza e il trasferimento a secco di 64 elementi di combustibile uranio-torio provenienti dal reattore Elk River ha riacceso le tensioni, soprattutto dopo i rinvii a giudizio relativi alla gestione del sito. Il sindaco di Rotondella, Gianluca Palazzo, ha annunciato la propria presenza alla giornata a Potenza per contestare i relatori e ribadire il no al deposito unico nella regione.

Pressione sui comuni e richiesta di delibere

I manifestanti hanno chiesto ai Consigli comunali lucani di approvare delibere contrarie all’inserimento nella CNAI e hanno invitato cittadini, sindaci e amministratori a mantenere alta l’attenzione sulle procedure. La piazza ha puntato sulla promozione delle energie rinnovabili come alternativa allo stoccaggio di rifiuti radioattivi, definendola la via per un patto di sviluppo diverso tra territorio, imprese e società civile.

La giornata del 4 luglio ha Il dibattito resta aperto e la disputa politica e sociale sulla presenza del nucleare e sul ruolo della Basilicata nella mappa nazionale rimane al centro della discussione.

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