Il Mezzogiorno italiano è tornato al centro dell’attenzione nazionale dopo due eventi drammatici: la morte di un operaio nella fabbrica Lucania Resine di Potenza e il ritrovamento senza vita di un giardiniere a Ostuni, con una ferita compatibile con un colpo di pistola. Entrambe le vicende hanno innescato reazioni di protesta, richieste istituzionali e un’indagine giudiziaria che sta delineando i primi contorni di due realtà molto diverse ma entrambe legate al tema della sicurezza.
Morte di Rocco Antonio De Carlo: la protesta della UIL a Potenza
Il 30 aprile, in una mattina di routine nella sede di Lucania Resine, l’operaio Rocco Antonio De Carlo ha perso la vita a causa di un incidente che le rappresentanze sindacali descrivono come “l’ennesima tragedia sul lavoro”. La UIL Basilicata, insieme a CGIL, CISL e alla RSU dell’azienda, ha organizzato una manifestazione davanti ai cancelli dell’impianto, con otto ore di sciopero e un’assemblea pubblica. Il sindaco di Potenza e numerosi consiglieri regionali hanno partecipato, segnando un raro momento di solidarietà istituzionale su un tema sensibile.
Le richieste concrete alla Regione Basilicata
Durante l’assemblea, la UIL ha avanzato una lista di esigenti provvedimenti: un piano straordinario di assunzioni per rafforzare i tecnici della prevenzione nelle ASL, un aumento dei posti per gli ispettori del lavoro a livello nazionale e un impegno a destinare risorse finanziarie specifiche alla prevenzione. Inoltre, è stato richiesto un riesame integrale del piano di sicurezza di Lucania Resine, con la valorizzazione dei ruoli di RSU, RLS e la riattivazione della contrattazione sindacale sulla sicurezza. La UIL ha sottolineato che la sicurezza sul lavoro non può più essere subordinata a ritmi produttivi o margini di profitto.
Omicidio di Antonio Nisi a Ostuni: i primi elementi dell’indagine
Nel cuore del centro storico di Ostuni, in via Imbriani, il corpo di Antonio Nisi, 34 anni, giardiniere e appassionato pilota di gare di gimkana automobilistica, è stato rinvenuto nella prima mattina di venerdì. L’intervento dei soccorsi è stato tempestivo, ma i medici del 118 hanno constatato il decesso. Il medico legale Domenico Urso, nella prima ispezione cadaverica, ha rilevato una ferita sotto il braccio compatibile con un colpo d’arma da fuoco, spostando le indagini dall’ipotesi di malore a quella di omicidio volontario.
Il sospetto del 28enne e le prove forensi
Nel pomeriggio, i carabinieri hanno avviato un nuovo sopralluogo esteso ai locali vicini, e hanno iniziato a raccogliere le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Un uomo di 28 anni, presente nella zona al momento dei fatti, si è presentato in caserma con l’avvocato Vito Cellie, dichiarandosi disponibile a collaborare. La Procura, guidata dalla pm Laura De Stradis, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio e sta esaminando la possibilità che il cadavere sia stato spostato in piazza della Libertà in un secondo momento, data l’assenza di bossoli e tracce ematiche sul luogo di ritrovamento.
Antonio Nisi era noto nella comunità per la sua vittoria nei campionati di Gimkane di Ostuni nel 2024 e nel 2025, ed era padre di un bambino di cinque anni. Il Club Gimkane PugliaSud ha dedicato un sentito messaggio di cordoglio, ricordandolo come “un ragazzo sempre sorridente, pieno di forza e di vita”. La vicenda ha scosso la cittadinanza, che attende risposte chiare sia sul movente che sulla responsabilità dell’aggressore.



