La protesta contro il caro carburante continua a scuotere il Sud: agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori mantengono presidi e manifestazioni in diversi punti della regione, mentre a livello istituzionale si registra il rinvio del Consiglio regionale previsto per domani. La decisione di posticipare il dibattito sull’energia ha acceso la polemica tra le forze politiche e ampliato il dibattito pubblico sul futuro energetico della Basilicata.
Le tensioni sul territorio vanno lette insieme a blocchi e disagi registrati in aree limitrofe: presidi sulla strada statale 106 Jonica nel Metapontino iniziative vicino al casello di Poggio Imperiale (Foggia) e momenti di mobilitazione attorno a eventi locali come la sagra della castagna di Melfi. Queste dinamiche uniscono richieste economiche concrete e una pressione crescente sulle istituzioni nazionali e regionali.
Rinvio del Consiglio regionale e reazioni dei consiglieri
Il Consiglio straordinario dedicato all’energia, convocato in Basilicata per discutere l’impatto dei costi su famiglie e imprese, è stato rinviato a data da destinarsi per “sopraggiunti impegni istituzionali” del Presidente della Giunta e dell’Assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica. A commentare con durezza la scelta sono i consiglieri di centrosinistra: Alessia AraneoAntonio BochicchioAngelo ChiorazzoRoberto CifarelliPiero LacorazzaPiero MarreseViviana Verri e Giovanni Vizziello che hanno chiesto la riconvocazione immediata dell’assise.
Nel loro comunicato congiunto si sollevano due obiezioni principali: la prima riguarda la priorità politica attribuita agli impegni istituzionali rispetto al confronto pubblico su una questione che «incide direttamente sulla vita dei lucani»; la seconda sottolinea l’incongruenza del rinvio in un giorno in cui è prevista a Matera la visita di un ministro del governo nazionale. I consiglieri definiscono il rinvio un segnale negativo: «quando c’è da discutere dei problemi reali della Basilicata, si trova sempre una ragione per rimandare», richiedendo un confronto «serio, trasparente e pubblico sul futuro energetico della Basilicata».
Presidi, simboli della protesta e richieste degli autotrasportatori
Sul terreno della protesta emergono immagini e simboli che raccontano la frattura tra produzione e costi: nel Foggiano l’asinella Susy è diventata emblema della mobilitazione, portata al presidio per sottolineare la difficoltà crescente dell’agricoltura. Produttori e autotrasportatori segnalano disagi su strade strategiche come la statale 106 Jonica e presidi nel Metapontino mentre in alcune aree lucane la distribuzione sembra tornata alla normalità dopo momenti difficili.
Le richieste principali sono chiare e ripetute: riconoscere il carburante per autotrazione come bene di primaria necessità e intervenire sul prezzo con misure che riducano l’impatto sulle imprese. Un’autotrasportatore presente al presidio ha quantificato la portata della crisi: «Fare un pieno di carburante ad uno solo dei nostri mezzi oggi costa 2.500 euro», una cifra che viene poi messa in relazione con la percorrenza possibile, circa 2.500 chilometri per quel pieno; per convogli che raggiungono anche 15-20.000 chilometri al mese l’incidenza sui costi diventa insostenibile.
Incontri al ministero e convocazioni
Le sollecitazioni del territorio hanno prodotto risposte istituzionali: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato incontri con delegazioni di autotrasportatori e sindacati. È stata fissata una convocazione nazionale per il martedì 20 ottobre alle ore 15 presso la sede del Provveditorato regionale per le opere pubbliche per la Lombardia, a Milano, e un altro tavolo tecnico è previsto martedì alle 10 in Prefettura a Milano con rappresentanti sindacali e di categoria. Sul piano locale il ministro ha manifestato disponibilità a dialogare direttamente con delegazioni del Sud.
Contestualmente, i leader delle associazioni di settore hanno messo in guardia sul rischio di uno stop più ampio se non arriveranno risposte concrete: la protesta è descritta come spontanea e radicata nella disperazione degli imprenditori, con richieste di sblocco di risorse già stanziate e di ulteriori interventi per contenere il rialzo del diesel che ha segnato incrementi significativi nei mesi scorsi.
La situazione resta fluida: la mobilitazione prosegue con forme diverse, tra presidi temporanei per non compromettere eventi locali come la sagra della castagna a Melfi e concentrazioni più dure in punti di confine regionale. Sul piano politico il dialogo richiesto dagli oppositori regionali e la calendarizzazione degli incontri ministeriali restano passaggi chiave per capire se la protesta potrà essere assorbita da misure concrete o se condurrà a nuovi scioperi e blocchi.



