Il dipinto intitolato "San Francesco che riceve le stimmate" è stato concepito nel 1597 su commissione di Francesco Naldini, nobile pratese. Originariamente collocato nella chiesa di San Francesco al Palco, l'opera ha attraversato un lungo percorso per ritornare alla luce, questa volta nella cornice della mostra aretina dedicata al santo patrono.
Da Prato ad Arezzo: il viaggio dell'opera di Santi di Tito
Nel contesto dell'evento intitolato “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”, la tela è stata trasportata dalla chiesa della Villa del Palco ad Arezzo. La decisione di includerla nella mostra è stata dettata dall'importanza storica dell'opera e dalla volontà di rappresentare la Diocesi di Prato all'interno di un progetto più ampio, che raccoglie circa sessanta capolavori di artisti italiani.
Il delicato restauro: tecniche e criticità
Prima di essere esposta, la tavola ha subito un intervento di restauro coordinato dalla restauratrice Paola Mariotti e dalla collega Serena Cappelli. La rimozione è stata complessa: le traverse di sostegno erano incastonate nella parete posteriore e rinforzate con stucco e cemento. Inoltre, la superficie era stata danneggiata da un attacco di insetti xilofagi, il che ha richiesto un consolidamento dei tratti più fragili. Dopo la stabilizzazione, è stata effettuata una pulitura superficiale che ha mantenuto la vernice originale, seguita da una stesura finale di protettivo ad alta stabilità chimica, ridonando all'opera il suo splendore originale.
“L’immagine di Francesco”: protagonisti e calendario della mostra
La mostra, ospitata tra la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea e la chiesa di Sant'Ignazio ad Arezzo, ha aperto le porte il 2 ottobre scorso e resterà attiva fino al 10 gennaio 2027. Oltre al capolavoro di Santi di Tito l'esposizione presenta opere di maestri quali Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Guercino, Lorenzo Lippi e Libero Andreotti. Ogni opera contribuisce a tracciare l'evoluzione iconografica del santo, dalla prima rappresentazione medievale fino alle interpretazioni moderniste del Novecento.
Il pubblico può così osservare come la figura di San Francesco sia stata reinterpretata nel corso dei secoli, attraversando stili e linguaggi diversi. Il percorso espositivo è organizzato tematicamente, con sezioni dedicate al contesto storico, alle tecniche artistiche e alle influenze religiose che hanno modellato la percezione del santo.
Per gli amanti dell'arte e della storia religiosa, la possibilità di ammirare la tavola di Santi di Tito in questa cornice è particolarmente significativa: la restaurazione non solo ha preservato un patrimonio locale, ma ha anche valorizzato la connessione tra Prato e Arezzo, due città toscane legate dalla devozione verso Francesco d'Assisi.
La direzione dei Musei diocesen di Arezzo, sotto la guida di Veronica Bartoletti, ha sottolineato l'importanza di questo intervento per la tutela del patrimonio culturale. Il prestito dell'opera dimostra la cooperazione tra istituzioni religiose e museali, un modello virtuoso di condivisione e valorizzazione dei beni artistici.
Chi desidera visitare la mostra può accedere sia tramite l'ingresso gratuito alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea sia attraverso la chiesa di Sant'Ignazio, garantendo una fruizione integrata del percorso espositivo.



