Nel cuore dell’indotto ENI a Viggiano, la UILM Basilicata ha condotto una giornata intensa di confronti con i dipendenti. Dopo il mattino dedicato ai collaboratori di Effeggi, il pomeriggio ha visto l’incontro con i lavoratori di NICO. Entrambe le assemblee hanno avuto un carattere partecipativo, con ascolto, interrogazioni e chiarimenti, senza inutili formalità.
Discussioni concrete con i dipendenti Effeggi e NICO
Durante la mattinata, i rappresentanti sindacali hanno illustrato le sfide quotidiane dei lavoratori di Effeggi, ponendo l’accento sulle criticità legate alla sicurezza e alla stabilità dei posti di lavoro. I partecipanti hanno potuto esporre le proprie preoccupazioni, chiedendo risposte immediate su turni, condizioni contrattuali e prospettive di crescita.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata su NICO, dove le richieste si sono concentrate su una maggiore trasparenza nella gestione dei contratti e sulla necessità di un dialogo continuo con la direzione. Il sindacato ha ribadito che la sua missione è rappresentare i lavoratori, non solo difendere la situazione attuale ma costruire soluzioni durature.
Il patto di sito e la trasparenza: richieste fondamentali
Da mesi, la UILM sollecita la convocazione del Tavolo della Trasparenza, senza ancora ricevere risposte concrete da ENI Rewind. Il sindacato spinge perché venga firmato un Patto di Sito aggiornato, che disciplini in modo preciso le attività di risanamento ambientale, garantendo stabilità occupazionale, diritti dei lavoratori e percorsi di formazione professionale. Gli accordi sugli cambi d’appalto hanno finora limitato le emergenze, ma secondo i sindacalisti non bastano più.
Il sindacato desidera conoscere gli investimenti futuri previsti da ENI, le attività programmate e i livelli occupazionali richiesti. In particolare, è fondamentale capire come accompagnare le lavoratrici e i lavoratori verso le nuove competenze richieste, evitando così una trasformazione improvvisa del mercato del lavoro.
Risanamento ambientale vs manutenzione: la differenza che conta
Un punto cruciale evidenziato è la distinzione netta tra risanamento ambientale e manutenzione. Il primo richiede competenze specialistiche e interventi di natura tecnica, mentre la seconda è legata a operazioni di routine. Confondere i due termini può compromettere la sicurezza e la qualità del lavoro, perciò la UILM chiede l’apertura di un tavolo specifico con ENI e ENI Rewind per definire la programmazione degli investimenti, i livelli occupazionali e i percorsi formativi necessari.
L’obiettivo non è gestire solo l’attuale situazione, ma creare le condizioni per garantire il lavoro di domani. La riqualificazione professionale richiede tempo, risorse e una pianificazione attenta; non può avvenire in maniera improvvisa. Ritardare queste decisioni rischia di trasformare un cambiamento industriale in un disastro sociale.
La UILM ribadisce il proprio impegno a non lasciare indietro nessun lavoratore. Per il sindacato, difendere il lavoro di oggi è solo il primo passo: occorre avere il coraggio di costruire le opportunità di domani, con un patto di sito solido, investimenti chiari e percorsi di formazione mirati. Questo è il concetto di rappresentanza che la UILM vuole portare avanti nella Val d’Agri.



