Il CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, parte della missione EUFOR Althea, è precipitato nella zona di Brčko, nel nord della Bosnia-Erzegovina, durante un volo di addestramento. A bordo c’erano quindici persone, di cui quattro si sono perse, mentre undici hanno riportato ferite di varia gravità. L’incidente è avvenuto nella fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, intorno alle ore 16:00, trasformando una normale operazione di addestramento in una tragedia di proporzioni nazionali.
Il volo e le circostanze dell’incidente
Il velivolo, un CH-47 Chinook, era partito il 28 ottobre da Viterbo, con sosta all’aeroporto militare di Pratica di Mare, per proseguire verso la Bosnia in supporto alle attività di evacuazione medica e trasporto della missione. Secondo le prime ricostruzioni, l’aereo ha iniziato la fase di decollo da Brčko quando è avvenuto l’incidente, ma le cause rimangono ancora oggetto di indagine da parte dell’Esercito e della commissione europea.
Indagini e primo soccorso
Le autorità bosniache, il comando militare italiano e la squadra di emergenza di EUFOR hanno avviato immediatamente le operazioni di soccorso. Vigili del fuoco, unità di protezione civile e squadre mediche hanno isolato il sito, contenuto la fuoriuscita di cherosene e recuperato i corpi delle quattro vittime. Gli undici feriti sono stati evacuati verso strutture sanitarie locali e, successivamente, trasferiti in Italia per cure avanzate, grazie all’invio di un team medico italiano predisposto dal ministero della Difesa.
Le vittime: profili e appartenenze
Le quattro persone decedute erano: il sergente Simone Ruggia (30 anni), originario di Pastena e residente a Viterbo, in servizio al 1° Reggimento Antares dell’Aviazione; il sergente Claudio Marchesi (35 anni), di Orvieto, anch’egli parte del medesimo reggimento; il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente infermiere Laura Procacci, entrambi membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, rispettivamente medico e infermiere.
Ruggia e Marchesi facevano parte del Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, mentre Zecchillo e Procacci erano impegnati in operazioni di assistenza sanitaria all’interno della missione. Un ulteriore membro del team di evacuazione medica della Croce Rossa è risultato ferito, ma in condizioni non critiche.
Reazioni istituzionali e impatto sulla missione EUFOR Althea
Il ministero della Difesa, rappresentato dal ministro Guido Crosetto, ha espresso cordoglio con le parole: “Hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito. Ci uniamo al dolore dei familiari”. L’ambasciatrice italiana in Bosnia, Sarah Castellani, ha sottolineato che l’Italia detiene il comando della missione, contribuendo con più di 300 militari su un totale di circa 1.600 unità dell’EUFOR.
Il presidente della Repubblica, il primo ministro e il ministro degli Esteri hanno tutti inviato messaggi di vicinanza alle famiglie, evidenziando l’impegno italiano nella stabilità dei Balcani. Nonostante la tragedia, la partecipazione dell’Italia alla missione rimane cruciale, e le autorità hanno assicurato che le attività continueranno una volta completate le indagini tecniche sull’incidente.



