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Ente intermedio in Basilicata: proposta di Cifarelli per co-programmazione territoriale

Il presidente della commissione Bilancio propone un organismo che raccolga esigenze locali e coordini l’uso delle risorse

Ente intermedio in Basilicata: proposta di Cifarelli per co-programmazione territoriale

Il 23 maggio 2026 il presidente della Seconda Commissione consiliare Bilancio e Programmazione, Roberto Cifarelli (Gruppo Misto), ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto strutturato con Anci Basilicata e i rappresentanti dei giovani amministratori per ridisegnare i rapporti tra Regione e amministrazioni locali. Questo primo passo prevede che, nelle prossime settimane, vengano invitati il presidente Gerardo Larocca e il coordinatore di Anci Giovani, il sindaco di Miglionico (Matera) Giulio Traietta, per gettare le basi di una collaborazione stabile e proficua.

La proposta di Cifarelli nasce dall’idea che sia ormai maturo il tempo per reintrodurre una figura istituzionale intermedia tra i Comuni e la Regione Basilicata, così da evitare che la programmazione economica venga impostata esclusivamente dall’alto. Con questo approccio si vuole superare una fase storica caratterizzata dalla soppressione delle Comunità montane nel 2010 e dal progressivo depotenziamento delle Province causato dalla legge Delrio, fenomeni che hanno lasciato un vuoto di coordinamento territoriale.

Perché un ente intermedio

Secondo Cifarelli, la creazione di un ente intermedio servirebbe a garantire una co-programmazione più efficace con i territori, consentendo di tradurre bisogni locali in progetti concreti. L’obiettivo è far dialogare le amministrazioni comunali con la Regione in modo continuativo, così da orientare in maniera strategica risorse come i Fondi Europei, il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e le royalties delle estrazioni petrolifere, evitando interventi frammentati o poco aderenti alle priorità delle comunità.

Un ponte tra esigenze locali e programmazione regionale

Il modello proposto non è pensato come un nuovo livello burocratico fine a se stesso, ma come un strumento di governance capace di aggregare progettualità e promuovere sinergie tra Comuni. In pratica, l’ente intermedio potrebbe fungere da cabina di regia per le proposte territoriali, armonizzare i piani di sviluppo e accompagnare processi di integrazione o fusione tra amministrazioni dove vi siano vantaggi socio-economici, come già avvenuto in altre realtà del Mezzogiorno.

Risorse e priorità da indirizzare

La proposta individua tre linee di finanziamento cruciali su cui concentrare l’azione: i Fondi Europei, il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e le royalties generate dalle estrazioni. Coordinare questi flussi significa aumentare l’impatto degli investimenti pubblici, sostenere progetti infrastrutturali strategici e rispondere alle reali aspettative delle comunità locali, dal sostegno alle filiere produttive fino ai servizi essenziali.

Verso scelte strategiche condivise

La costruzione di un percorso decisionale condiviso richiede strumenti di ascolto e analisi territoriali, così da individuare priorità effettive e misurabili. L’intenzione di invitare i vertici di Anci Basilicata e di Anci Giovani testimonia la volontà di mettere al centro del dibattito i rappresentanti diretti dei territori: sindaci e amministratori locali che conoscono contesti e opportunità. Questa rete potrà orientare criteri di selezione dei progetti e modalità di governance.

Prospettive e prossimi passi

Il progetto lanciato da Cifarelli apre uno spazio di lavoro che, se strutturato con chiarezza, può ridurre discrepanze e inefficienze nell’impiego delle risorse pubbliche. Le prossime settimane saranno dedicate ai primi incontri con Gerardo Larocca e Giulio Traietta, con l’obiettivo di definire un calendario di audizioni e iniziative congiunte. Se la fase consultiva darà esiti positivi, la strada verso l’istituzionalizzazione di un ente intermedio potrà proseguire con atti concreti a livello regionale.

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