Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025 il panorama della povertà assoluta in Italia ha subito una trasformazione evidente. L’indicatore di povertà è passato dal 6,1% al 8% delle famiglie residenti, segnando un salto netto che ha coinvolto più di mezzo milione di nuclei familiari.
Il Codacons, attendendo i risultati del Istat, evidenzia che il numero di individui in condizione di povertà è aumentato di 837mila unità, passando da 4,598,000 persone nel 2015 a 5,435,000 nel 2025. Le cifre parlano da sole: mentre nel 2015 erano 1,582,000 le famiglie in difficoltà, nel 2025 sono 2,105,000, un incremento di 523,000 nuclei.
Dati Istat sulla povertà assoluta: evoluzione 2015-2025
Il rapporto ufficiale pubblicato dall’Istat indica che l’incidenza della povertà assoluta a livello nazionale ha registrato una crescita costante negli ultimi dieci anni. La quota di famiglie in condizione di povertà è passata dal 6,1% al 8%, mentre la percentuale di popolazione povera è salita dal 7,6% al 9,3%.
Incremento delle famiglie in difficoltà
Nel dettaglio, le famiglie contate al 2015 erano 1,582,000; entro il 2025 il loro numero è diventato 2,105,000, cioè +523mila. Tale aumento rappresenta un incremento del 23,1% rispetto al valore di partenza, sintomo di un deterioramento persistente delle condizioni economiche di una larga fetta della popolazione.
Impatti economici e sociali: cause e conseguenze
Analisti e osservatori collegano l’aumento alla combinazione di guerre, inflazione elevata e il cosiddetto caro-energia. Questi fattori hanno ridotto i redditi disponibili, erodendo la capacità di spesa delle famiglie più vulnerabili e spingendo nuovi nuclei sotto la soglia di povertà. In Puglia, il Garante per i minori ha già segnalato che la povertà è una delle principali criticità sociali del territorio, con ripercussioni negative su istruzione, salute e opportunità di crescita per i giovani.
Il ruolo del Codacons nella denuncia
Il Codacons ha analizzato i dati evidenziando la drammatica crescita e invitando le istituzioni a interventi mirati. L’associazione sottolinea che il salto di 837mila individui in povertà assoluta non è solo una questione statistica, ma riflette una realtà quotidiana di famiglie costrette a ridurre drasticamente il consumo di beni essenziali, con effetti a catena su salute, istruzione e coesione sociale.



