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Cecio di Spinoso: dal passato a futuro con l’IGP

Il cecio di Spinoso, dal gusto hint del 1800, vuole diventare icona IGP della Val d’Agri.

Cecio di Spinoso: dal passato a futuro con l’IGP

Nel cuore della Val d’Agri, il piccolo comune di Spinoso custodisce un tesoro gastronomico poco noto fuori dal territorio: il cecio. Si tratta di un legume tradizionale, la cui storia si intreccia con le vite di contadini e famiglie per più di due secoli. Oggi le autorità locali hanno avviato un progetto ambizioso per rilanciare il prodotto, puntando a farlo diventare la nuova “bandiera” dell’agricoltura di zona.

Il cecio di Spinoso: un legume dal passato glorioso

Le testimonianze archivistiche dell’amministrazione comunale mostrano che il cecio era già molto apprezzato nella metà dell’Ottocento, tanto da trovare mercato a Napoli. Le sue qualità organolettiche – sapore delicato e una digeribilità particolarmente elevata – lo rendevano un alimento preferito dalle famiglie urbane. Gli agricoltori di Spinoso tramandavano tecniche di semina e di raccolta basate su un patrimonio di conoscenze antiche, spesso codificate oralmente e ora a rischio di scomparsa. Il legume, grazie a queste pratiche, ha conservato una caratteristica distintiva: il contenuto proteico elevato unito a una bassa incidenza di anti-nutrienti, fattori che lo differenziano da altri cereali più comuni.

Nel corso del tempo, però, la produzione è diminuita per l’emergere di colture più redditizie e per la mancanza di politiche di sostegno. Solo di recente, con il ritorno di una nuova generazione di agricoltori interessati alle produzioni tipiche, il cecio è tornato al centro del dibattito. La decisione di valorizzare il prodotto nasce dalla consapevolezza che il legume può diventare un volano per la competitività del territorio, offrendo al contempo un simbolo di identità culturale.

Verso l’IGP: una sfida per l’agricoltura della Val d’Agri

Il prossimo passo consiste nel perseguire il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (IGP). Questo iter richiede la redazione di un disciplinare tecnico-storico, la raccolta di documenti che attestino la continuità della coltivazione e la definizione di parametri qualitativi che legino in modo indissolubile il prodotto al suo territorio. L’amministrazione comunale ha espresso il proprio sostegno con una dichiarazione chiara: “Raggiungere il traguardo dell’Igp sarà un processo lungo, ma è una strada da percorrere per dare nuovo impulso ai giovani che stanno investendo in agricoltura”. La frase sottolinea l’importanza di un impegno condiviso tra istituzioni, produttori e giovani imprenditori.

Giovani imprenditori e nuove opportunità

Il coinvolgimento dei giovani è considerato cruciale per trasformare il cecio da semplice curiosità gastronomica a prodotto di mercato a pieno valore. Attraverso finanziamenti regionali e programmi di formazione, i nuovi agricoltori stanno sperimentando metodi di agricoltura sostenibile, come la rotazione colturale e l’uso di bio-fertilizzanti, per migliorare rese e qualità. L’obiettivo è creare una filiera corta, dalla semina alla tavola, che possa rispondere alla crescente domanda di alimenti tradizionali ma certificati. Un riconoscimento IGP darebbe al cecio di Spinoso la protezione del nome, facilitando l’accesso a mercati più ampi e rafforzando la reputazione del territorio.

Il messaggio finale dell’amministrazione, sintetizzato in un’affermazione di grande impatto, ribadisce la fiducia nella strada intrapresa: “L’agricoltura è la forza del nostro futuro. Noi ci crediamo”. Queste parole riassumono l’aspirazione di trasformare una tradizione dimenticata in un volano di sviluppo economico e culturale, dimostrando che il valore di un prodotto nasce dal rispetto per la storia e dalla capacità di innovare con gli occhi rivolti al futuro.

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