Venerdì 23 ottobre 2026, la tranquillità del centro abitato del Vulture-Melfese è stata infranta da un improvviso incendio alla porta d’ingresso di una residenza privata di Melfi. L’allarme è stato attivato dalla Questura di Potenza, che ha trasmesso subito la segnalazione alla Polizia di Stato. Sul posto gli agenti hanno scoperto una bottiglietta di plastica contenente residue di un liquido infiammabile, utilizzata per alimentare le fiamme. Il gesto, avvenuto in pieno giorno, è risultato essere parte di un più ampio quadro di violenza domestica già noto alle autorità.
L’intervento dei Carabinieri e dei vigili del fuoco è avvenuto in pochi minuti, riuscendo a domare l’incendio prima che si propagasse alle stanze interne. Nel frattempo, la donna presente nella casa, moglie dell’uomo di 31 anni, è stata trovata visibilmente scossa e con evidenti lesioni. Trasportata d’urgenza in ospedale, ha ricevuto le cure necessarie per le ferite riportate.
Il rogo all’ingresso di una casa di Melfi
L’incendio doloso ha colpito la porta d’ingresso, lasciando il legno bruciato e la struttura parzialmente danneggiata. I soccorritori hanno trovato la bottiglietta di plastica sul davanzale, che, secondo la ricostruzione preliminare, è stata riempita con un materiale altamente combustibile. Questo elemento ha permesso al responsabile di creare una fiamma intensa in pochi secondi, rendendo l’ambiente pericoloso sia per gli abitanti sia per i primi soccorsi.
Come è scoppiato l’incendio
Secondo le informazioni raccolte sul luogo, l’uomo avrebbe versato il liquido infiammabile sulla porta, accendendolo con un fiammifero. L’azione è stata compiuta in un momento di forte tensione, come dimostra la successiva aggressione fisica contro la moglie. Le indagini della Polizia di Stato hanno confermato che la scelta di incendiare l’ingresso aveva anche lo scopo di intimidire la vittima, creando un ambiente di paura e costrizione.
L’aggressione alla moglie e l’intervento delle forze dell’ordine
Dopo aver acceso il fuoco, il 31enne ha aggredito violentemente la propria moglie, infliggendole colpi che hanno richiesto l’intervento dei soccorsi sanitari. La donna è stata soccorsa sul posto, immobilizzata e trasportata al più vicino presidio ospedaliero, dove le sono state somministrate cure per le lesioni riportate. La dinamica dell’attacco è stata registrata dalle telecamere di sicurezza del vicinato, fornendo alle autorità un quadro chiaro dell’accaduto.
Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato una ricerca del responsabile. Nonostante la fuga, il sospetto è stato individuatp nelle ore successive grazie a ricerche perimetrali e a testimonianze di vicini. Una volta localizzato, è stato bloccato e portato in custodia, dove l’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Arresto e misure cautelari
L’intervento giudiziario ha disposto, in via cautelare, l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, il divieto assoluto di avvicinamento alla persona offesa e l’applicazione di un braccialetto elettronico per il monitoraggio a distanza. Tali misure sono state adottate per garantire la sicurezza della vittima e per evitare ulteriori atti di violenza. Il 31enne dovrà ora rispondere alle accuse che spaziano dai maltrattamenti in famiglia alle lesioni aggravate e all’incendio doloso.
Le autorità hanno sottolineato l’importanza di denunciare tempestivamente ogni episodio di violenza domestica, ricordando che la collaborazione della cittadinanza è fondamentale per intervenire prima che la situazione sfugga al controllo. La vicenda di Melfi rappresenta un caso emblematico di come la rapidità di risposta delle forze dell’ordine possa impedire tragedie più gravi e garantire protezione alle vittime.



