Oggi a Potenzapresso la Casa del Volontariatoè stato illustrato il Programma annuale antincendio (PAA) 2026 della Regione Basilicata, lo strumento che organizza le attività di previsioneprevenzione e lotta agli incendi boschivi per la stagione estiva. Il documento stabilisce ruoli operativi, procedure e il coordinamento tra gli enti coinvolti per garantire un intervento tempestivo sul territorio regionale.
La presentazione è stata moderata da Giovanni Di Bellodirigente dell’Ufficio Protezione Civile della Regione basilicataalla presenza degli operatori che si occuperanno delle fasi operative e amministrative del programma. A illustrare la struttura e le scelte del Piano è intervenuto il vicepresidente e assessore con delega alla Protezione Civile, Pasquale Pepeche ha sottolineato l’importanza dell’organizzazione condivisa.
Dispositivo operativo anticipato e centro di coordinamento
Una delle novità principali del 2026 è l’anticipazione dell’attivazione del dispositivo regionale antincendio, prevista a partire dal 15 giugno. Al centro del sistema rimane la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP)che fungerà da punto di comando e controllo garantendo il coordinamento in tempo reale tra Protezione CivileVigili del FuocoCarabinieri ForestaliConsorzio di BonificaUfficio Foreste e le organizzazioni di volontariato. La SOUP è pensata per orchestrare risorse e interventi nei diversi scenari di emergenza, favorendo scambi rapidi di informazioni e decisioni operative condivise.
Ruolo degli enti e del volontariato
Il Piano definisce compiti e responsabilità degli attori coinvolti. Sul terreno opereranno 7 presìdi dei Vigili del Fuoco5 pattuglie DOS e 27 presìdi del Consorzio di Bonificamentre il volontariato metterà a disposizione circa 100 squadre per attività di avvistamento, pattugliamento e spegnimento. Questa struttura punta a coniugare capacità istituzionali e presenza capillare di risorse locali per aumentare la prontezza degli interventi.
Mezzi aerei, tecnologie e strumenti di previsione
Il dispositivo aereo includerà due elicotteri regionali con basi operative a Lauria e Pisticciinoltre la pianificazione prevede il ricorso alla flotta aerea nazionalevelivoli ultraleggeri e un impiego crescente di droni e sistemi di monitoraggio avanzati. L’obiettivo è aumentare la capacità di sorveglianza e di intervento rapido sui focolai iniziali.
Un ruolo strategico nelle attività di previsione sarà svolto dalla collaborazione con il CNR-IMAAche fornirà dati satellitari e mappe di suscettività agli incendi. Questi strumenti permettono di orientare la pianificazione degli interventi, ottimizzare l’impiego delle risorse e individuare le aree a maggiore esposizione al rischio.
Monitoraggio e analisi dei dati 2026
Il PAA 2026 è stato costruito tenendo conto dei dati raccolti nel 2026: nell’anno precedente sono stati censiti 173 eventi incendiari che hanno interessato complessivamente oltre 5.900 ettari. Nello stesso periodo la SOUP e la sala controllo della Protezione Civile hanno gestito più di 1.600 segnalazioni e hanno affrontato 22 grandi incendi con estensione superiore ai 50 ettari. Queste cifre hanno guidato le scelte relative a dotazioni, presìdi territoriale e strumenti tecnologici inseriti nel Piano.
Voci istituzionali e messaggio alla cittadinanza
Nel corso della presentazione Pasquale Pepe ha richiamato il valore della cooperazione tra istituzioni, operatori e cittadini, affermando: “Affrontiamo questa stagione con una struttura consolidata”. Ha inoltre evidenziato come la tecnologia possa facilitare l’individuazione tempestiva dei focolai, ma che la vera efficacia del sistema risiede nella collaborazione diffusa sul territorio.
Il Piano mira quindi a coniugare mezzi tradizionali e innovazione, puntando su un dispositivo operativo che comprende oltre agli assetti menzionati anche l’integrazione di sistemi informativi e di sorveglianza. L’intento è ridurre tempi di intervento e limitare l’estensione degli incendi, tutelando il patrimonio naturale e le comunità lucane coinvolte.



