Il 16 settembre 2026 la nuova Lancia Gamma ha fatto il suo debutto a Roma, un evento proclamato dal Ministero del Made in Italy come simbolo del rinnovato impegno industriale italiano. Il governatore della Basilicata, Vito Bardi ha preso la parola, sottolineando il ruolo strategico dello stabilimento di Melfi nella produzione di veicoli interamente italiani. Accanto a Bardi, al tavolo dei protagonisti c’erano il ministro delle Imprese Adolfo Urso e i dirigenti di StellantisEmanuele Cappellano e Antonella Bruno.
Produzione accelerata a Melfi: i numeri dietro la Gamma
Secondo le dichiarazioni dei capi linea della plant di Melfi, il ritmo attuale è di 300 auto al giorno equivalenti a 1.500 unità a settimana grazie a un turno unico. L’operaio della squadra A, intervenuto in modo informale, ha ribadito: “Ne produciamo 300 al giorno, ma quanti ne riusciremo a vendere?” Il timbro realistico dell’intervento mette in evidenza la tensione tra capacità produttiva e domanda di mercato, soprattutto nella fase iniziale di lancio di un modello che, pur essendo esteticamente apprezzato, presenta un prezzo elevato rispetto a concorrenti cinesi più economici.
Le preoccupazioni degli operai
Gli operai hanno osservato che numerosi veicoli rimangono parcheggiati nei piazzali del sito, spesso scoperti, in attesa di una conferma commerciale. Uno di loro ha ironizzato: “Forse per questo a ottobre ci fermeremo completamente per una settimana“, facendo riferimento a una possibile pausa produttiva decreta dal vertice aziendale. Il timore non riguarda solo l’eccesso di scorte, ma anche la natura dei modelli: ibridi ed elettrici, che richiedono infrastrutture di ricarica ancora poco diffuse e una sensibilità al prezzo più marcata.
Le dichiarazioni politiche e il sostegno finanziario
Nel corso della presentazione, il presidente Bardi ha descritto la Lancia Gamma come “un segnale concreto di fiducia nel futuro di Melfi e della sua filiera”. Ha ricordato inoltre il nuovo Fondo Automotive del MIMIT, destinato a 300 milioni di euro con 40 % delle risorse riservate al Mezzogiorno. Il fondo è finalizzato a sostenere la filiera, la componentistica, la riconversione tecnologica e la formazione, garantendo così una base stabile per l’occupazione locale.
Secondo la nota della Giunta lucana, il Piano Italia di Stellantis prevede ulteriori modelli – la nuova Jeep Compass, la DS8, la DS7 e un quinto modello Alfa Romeo – tutti prodotti a Melfi, con l’obiettivo di incrementare gradualmente i volumi produttivi e mantenere i livelli occupazionali. La strategia intende anche rafforzare l’indotto lucano, creando una rete di fornitori locali più resiliente.
Il ruolo del governo e le prospettive di mercato
Il ministro Urso ha evidenziato come l’iniziativa sia parte di un più ampio sforzo per sostenere l’automotive italiano in una fase di transizione verso l’elettrico. Tuttavia, le osservazioni degli operai rimangono incisive: la capacità di vendere 300 unità al giorno dipende da una domanda reale, non solo da una produzione programmata. La concorrenza dei veicoli elettrici cinesi, più economici, aggiunge ulteriore pressione al mercato interno.
Il lancio della Lancia Gamma rappresenta un punto di convergenza tra entusiasmo istituzionale e apprensione operai. Da un lato, l’impegno pubblico – tramite il Fondo Automotive e le dichiarazioni di Bardi – mira a garantire la continuità produttiva di Melfi e la tutela dell’occupazione. Dall’altro, le parole dei dipendenti mostrano una realtà in cui la produzione rapida può tradursi in scorte invendute se il mercato non si adatta.
Resta da vedere se la combinazione di nuovi modelli, investimenti nella filiera e politiche di sostegno riusciranno a trasformare la Gamma da semplice “macchinone” a protagonista di una rinascita industriale nel Mezzogiorno. Il tempo, e le vendite, diranno se la strategia adottata da Stellantis e dalle istituzioni lucane potrà davvero garantire una crescita sostenibile per la regione.



