In Basilicata, il sogno di ridurre i costi energetici attraverso tre impianti fotovoltaici è svanito. Dopo quasi tre anni dall’approvazione del progetto, solo uno dei tre impianti previsti è stato realizzato, lasciando la regione con debiti e ritardi significativi. I consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, hanno denunciato il fallimento del progetto e i problemi finanziari di Acquedotto Lucano.
Il fallimento del progetto fotovoltaico
Il progetto ‘Energie rinnovabili per la sostenibilità del settore idrico lucano’ prevedeva la realizzazione di tre impianti fotovoltaici ad Aliano, Irsina e Lavello. Tuttavia, secondo la delibera approvata dalla Giunta regionale il 17 luglio scorso, solo l’impianto di Aliano sarà completato. I progetti di Irsina e Lavello sono stati definitivamente accantonati.
Dei 49 megawatt previsti, non è stato realizzato nemmeno un chilowatt. Inoltre, dei 55 milioni di euro originariamente destinati al progetto, solo 21 milioni saranno utilizzati per la realizzazione dell’impianto di Aliano. Il resto delle risorse sarà utilizzato per coprire i debiti di Acquedotto Lucano nei confronti di ENI per il mancato pagamento delle bollette energetiche.
Le conseguenze finanziarie
La situazione finanziaria di Acquedotto Lucano è critica. La società ha accumulato debiti per 9,4 milioni di euro nei confronti di ENI, che ha già trattenuto oltre 6 milioni di euro dalle compensazioni ambientali. Questi fondi, destinati allo sviluppo della Basilicata, ora rischiano di mancare all’appello.
Chiorazzo e Vizziello hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti sulla situazione economico-finanziaria di Acquedotto Lucano, sulle trattenute operate da ENI, sul contratto ponte e sulla fornitura energetica attualmente in essere. Hanno anche chiesto informazioni sui 14 milioni di euro destinati al contratto ponte con ENI e sul Bonus Acqua 2026.
I ritardi nell’assestamento di bilancio
I ritardi nell’approvazione dell’assestamento di bilancio regionale potrebbero essere legati ai problemi finanziari di Acquedotto Lucano. Chiorazzo e Vizziello sospettano che l’operazione serva a liberare risorse per approvare l’assestamento di bilancio, dopo settimane di ritardo.
Secondo i consiglieri, la Giunta regionale potrebbe approvare l’ennesimo progetto ‘fuffa’, utilizzando ancora una volta le risorse delle compensazioni ambientali per coprire spesa ordinaria anziché finanziare investimenti strategici e creare opportunità di sviluppo.
Il progetto dei tre impianti fotovoltaici era nato con l’obiettivo di ridurre i costi energetici di Acquedotto Lucano e alleggerire il peso delle tariffe idriche per famiglie e imprese lucane. Oggi, invece, la Basilicata si ritrova con un progetto drasticamente ridimensionato, tre anni perduti e decine di milioni di euro che non produrranno i benefici promessi.
Le denunce di Basilicata Casa Comune
Le interrogazioni, le richieste di accesso agli atti e le denunce in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune hanno portato alla luce i pasticci amministrativi del governo Bardi. Gli atti approvati dalla stessa Giunta lo dimostrano in maniera inequivocabile.
Chiorazzo e Vizziello hanno sottolineato che continuare a non rispondere alle loro iniziative ispettive e a sottrarre documenti che dovrebbero essere nella piena disponibilità dei lucani non cancella la realtà. Al contrario, certifica l’incapacità amministrativa e politica di questo governo di trasformare le risorse delle compensazioni ambientali in sviluppo, occupazione e futuro per la Basilicata.
Dopo tre anni, restano soltanto ritardi, progetti ridimensionati e una regione che continua a perdere occasioni e giovani.



