Nel mese di ottobre 2026 lo stabilimento di Stellantis situato a San Nicola di Melfi entrerà in una fase di turni a rotazione strutturati su cicli quindicinali. La decisione, comunicata entro la prima settimana di ottobre, si inserisce in un più ampio processo di transizione industriale volto a riallineare la capacità produttiva alle esigenze di mercato e alla disponibilità di componentistica.
Parallelamente, dal lunedì 28 settembre al venerdì 2 ottobre, le linee di assemblaggio saranno ferme a causa di una carenza di componentistica. L’interruzione, definita come fermo programmato si traduce nell’attivazione di ulteriori forme di cassa integrazione per i lavoratori, alimentando l’allarme sul futuro dell’indotto lucano.
Pianificazione dei turni a quindici giorni per ottobre 2026
La nuova rotazione prevede due settimane consecutive di lavoro sul primo turno seguite da altre due settimane sul secondo turno. Questo schema consente una continuità controllata sulla catena di montaggio, evitando picchi di produzione improvvisi e favorendo una migliore gestione delle scorte di parti.
Motivi della rotazione e impatto sulla produzione
Il ciclo quindicinale è stato introdotto per adattare il sito alle dinamiche di mercato che attualmente presentano una domanda più debole rispetto al passato. Alternare i turni permette di calibrar e i volumi operativi senza ricorrere a interruzioni impellenti, riducendo al contempo il rischio di eccedenze di magazzino. Inoltre, la programmazione a rotazione facilita l’impiego degli ammortizzatori sociali tra cui i contratti di solidarietà, garantendo una protezione più efficace per l’occupazione durante la fase di rinnovamento tecnologico.
Interruzione programmata dal 28 settembre al 2 ottobre
Il blocco di produzione, previsto per il periodo dal 28 settembre al 2 ottobre, è stato causato da una persistente carenza di componentistica necessaria al completamento dei veicoli. La carenza, attribuita a difficoltà nella catena di fornitura globale, ha inevitabilmente determinato un arresto delle linee e l’attivazione di ulteriori misure di sostegno al lavoro.
Cause della mancanza di componentistica e conseguenze occupazionali
La deficit di parti è il sintomo di una più ampia crisi che colpisce l’intero comparto automotive europeo, dove la concorrenza dei produttori asiatici e la spinta verso la transizione tecnologica stanno rimodellando i processi produttivi. Per i dipendenti dello stabilimento, il fermo si traduce in un prolungamento delle ore di cassa integrazione accentuando le preoccupazioni sulla stabilità occupazionale a medio termine.
Rivendicazioni dell’UGL Metalmeccanici Basilicata
La segretaria regionale dell’UGL Metalmeccanici Florence Costanzo, ha denunciato che “non possiamo più considerare questi fermi come episodi isolata“. Il sindacato ha richiesto un confronto concreto, serio e trasparente tra l’azienda, le rappresentanze sindacali e le istituzioni, al fine di definire strategie industriali capaci di restituire stabilità e prospettive al sito lucano. L’appello di Costanzo sottolinea la necessità di capire le reali prospettive industriali dello stabilimento e le iniziative che Stellantis intenda mettere in campo per garantire continuità produttiva e occupazionale.
Il futuro dello stabilimento di San Nicola di Melfi dipenderà dalla capacità di Stellantis di coniugare flessibilità operativa, investimenti tecnologici e dialogo costruttivo con le parti sociali.



