Venerdì 2 ottobre 2026, le strade di Melfi sono state lo scenario di una manifestazione che ha richiesto una ridefinizione del rapporto tra cittadini e spazio pubblico. Il raduno, denominato ComUnità ha riunito migliaia di persone, tra cui il leader progressista Giosuè Pierpaolo Catapano che ha colto l’occasione per riflettere sul senso di comunità in chiave contemporanea.
Nel suo intervento, Catapano ha rimandato ai grandi momenti della storia locale – dalle assise normanne alle prime iniziative industriali – per sottolineare come Melfi abbia sempre saputo reinventarsi. Tuttavia, ha avvertito che il termine comunità rischia di diventare una “cassa di risonanza” se non lo si arricchisce dell’aggettivo aperta. Una comunità è davvero aperta solo quando supera le barriere dei partiti e accoglie tutti i soggetti coinvolti nella vita cittadina.
Inclusione politica: una richiesta concreta del Partito Democratico
Al termine della manifestazione, Catapano ha rivolto un appello al Partito Democratico invitandolo a non limitarsi al tradizionale organigramma di segretari e consiglieri. Ha sottolineato l’importanza di integrare nei tavoli decisionali chi si è candidato senza successo, così come i volontari che hanno raccolto duemila o addirittura cinquemila preferenze ma ora si trovano esclusi dal dibattito. L’inclusione non è quindi un semplice slogan, ma un elemento essenziale per aumentare la capacità di cambiamento della città.
Riconoscere il valore di chi ha stimolato la partecipazione
Secondo Catapano, la presenza di tutti i candidati e di chi ha mobilitato numeri rilevanti è la base per costruire una base elettorale più ampia e per favorire una politica che rispecchi realmente le istanze dei cittadini. Questo approccio, sostiene, permetterebbe di trasformare duemila e cinquemila voti in un “peso specifico del cambiamento” capace di guidare le scelte future.
Mobilità sostenibile: dalla paura dei genitori alle soluzioni concrete
Durante un tavolo tematico sulla mobilità sostenibile una frase ha colpito il pubblico: “Ho paura che mio figlio vada sotto una macchina”. Questo timore, dichiarato da una madre, ha messo in luce il paradosso di una città dove persino i cani randagi sembrano aver sviluppato un’intelligenza urbana per evitarne i pericoli. L’autore del discorso ha quindi denunciato la trasformazione delle vie in “un immenso parcheggio a cielo aperto”, invitando a riconsiderare la struttura urbana.
Proposte per parcheggi di interscambio e navette autonome
Catapano ha proposto una transizione decennale che prevede la creazione di parcheggi di interscambio la promozione di veicoli micro-urbani e lo sviluppo di un servizio di navette circolari ad alta frequenza potenzialmente guidate da Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è restituire al centro storico, da cui sono state allontanate le auto, una vivacità che illumini le strade non più dai lampioni ma dalle attività commerciali e culturali. Inoltre, la proposta di istituire “piazze scolastiche” libere dal traffico, con iniziative come Pedibus e Bicibus, mira a restituire autonomia e salute ai più giovani.
La sfida, ha affermato, non appartiene a un singolo partito ma a chiunque sia pronto a guidare Melfi verso una nuova era di inclusione, innovazione e rispetto per lo spazio pubblico.



