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Sequestro preventivo da 28 milioni colpisce quattro società di logistica a Milano

Operazione con decreto di sequestro eseguita l'08 luglio 2026 dalla Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano con l'aggiunto Calogero Piscitello; quattro società di logistica coinvolte, tra cui Fiege Logistics Italia Srl e tre società del gruppo Bcube, per un totale di 27.857.570,27 euro, e perquisizioni in diverse province italiane, inclusa la Basilicata.

Sequestro preventivo da 28 milioni colpisce quattro società di logistica a Milano

Il 8 luglio 2026 la Procura della Repubblica di Milano, con la firma dell’aggiunto Calogero Piscitello ha disposto ed ha visto eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza che interessa quattro società milanesi operanti nel settore della logistica. L’operazione, portata avanti dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Milano con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e con il supporto del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate riguarda ipotesi di frode fiscale legate alla somministrazione illegale di lavoratori e a documentazione contabile ritenuta falsa.

L’entità del provvedimento è considerevole: il sequestro complessivo colpisce risorse e disponibilità per circa 28 milioni di euro (per la precisione 27.857.570,27 euro). Tra le società coinvolte figurano la Fiege Logistics Italia Srl destinataria di un sequestro di circa 12,5 milioni di euro e tre realtà riconducibili al gruppo Bcube — Bcube SpaBcube Industrial Spa e Bonzai Spa — interessate per oltre 15,2 milioni di euro.

Accuse e meccanismo contestato

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il fulcro dell’inchiesta è una presunta frode che avrebbe utilizzato il sistema di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti in connessione con la stipula di fittizi contratti d’appalto che schermavano i veri rapporti di lavoro. L’ipotesi è che questo artificio abbia permesso alle società beneficiarie di ridurre oneri e ottenere vantaggi fiscali indebiti, emettendo e utilizzando documentazione contabile falsa.

La ricostruzione investigativa ha individuato una vera e propria “filiera della manodopera” con società intermediarie che fungevano da “filtro” e cooperative che svolgevano il ruolo di “serbatoi di manodopera”. Queste cooperative, secondo gli inquirenti, avrebbero sistematicamente omesso il versamento dell’IVA e degli oneri di natura previdenziale e assistenziale dovuti per i lavoratori che di fatto prestavano servizio presso le committenti.

Perquisizioni e ambito territoriale dell’operazione

Le attività investigative non si sono limitate a Milano: sono state eseguite perquisizioni e atti di indagine nelle province di PaviaAlessandriaRovigoTrevisoRoma e Potenza estendendo così l’azione anche alla Basilicata. Durante le operazioni sono state notificate informazioni di garanzia a persone fisiche e giuridiche coinvolte, e sono state contestate anche violazioni con profili di responsabilità amministrativa degli enti, con riferimento agli illeciti penali attribuiti ai dirigenti e al vantaggio che le società avrebbero conseguito.

Ruolo delle istituzioni coinvolte

Il procedimento è coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano e vede la Guardia di Finanza operare in sinergia con l’Agenzia delle Entrate nello specifico con il Settore che si occupa del contrasto agli illeciti. Le misure eseguite comprendono il sequestro preventivo d’urgenza delle somme ritenute profitto dell’attività illecita e perquisizioni rivolte a verificare la corrispondenza tra i rapporti di lavoro effettivi e la documentazione contrattuale prodotta.

Il panorama delineato dagli accertamenti mette al centro pratiche quali la costruzione di catene societarie che fungono da schermo tra committenti e forza lavoro reale, l’uso di documentazione contabile falsa e l’omissione dei versamenti contributivi, elementi su cui gli inquirenti hanno focalizzato le verifiche.

Impatto economico e numeri dell’operazione

I numeri comunicati rendono l’idea della portata dell’operazione: il totale dei sequestri sfiora i 28 milioni di euro con la cifra puntuale di 27.857.570,27 euro. La divisione delle somme ha interessato in modo evidente la Fiege Logistics Italia Srl (circa 12,5 milioni) e le tre società riconducibili al gruppo Bcube per oltre 15,2 milioni. Questi importi rappresentano il fulcro della misura cautelare disposta dalla Procura per preservare le somme ritenute frutto dell’attività illecita fino all’esito degli approfondimenti giudiziari.

Le indagini proseguiranno con l’analisi della documentazione sequestrata e con gli ulteriori accertamenti richiesti per chiarire responsabilità individuali e aziendali, nonché l’entità precisa delle contestazioni fiscali e contributive.

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