Nel cuore della Basilicata, un circuito paramafioso si è consolidato tra il 2025 e il primo semestre del 2026, orchestrando un flusso di denaro che supera i 1,5 miliardi di euro. Il fenomeno non riguarda solo soprusi occasionali, ma una rete strutturata di appalti fraudolentitangenti e società di consulenza capaci di trasformare denaro illecito in investimenti apparentemente leciti.
Il giro finanziario: numeri e scale di un affare da miliardi
Secondo le dichiarazioni raccolte da imprenditori immaginari, il valore totale degli appalti manipolati in un unico anno supera un miliardo di euro. Tra il 2025 e la prima metà del 2026, il sistema ha incassato oltre 1,5 miliardi di euro in finanziamenti, contributi e contratti pubblici. Le somme circolano attraverso una catena di procedure tangentizie sia “corte”, senza intermediari, sia “criptate”, dove mediatori delegati percepiscono una provvigione non sempre monetaria.
Procedure corte vs. procedure criptate
Le procedure corte coinvolgono direttamente dirigenti e funzionari, evitando passaggi intermedi. Al contrario, le procedure criptate si basano su una rete di mediatori fidati che fungono da ponte tra le parti, garantendo la segretezza e la tracciabilità limitata dei pagamenti. In questi casi, le tangenti possono assumere la forma di donazioni di quote societarie o di una percentuale sui profitti delle opere pubbliche, immobiliari, energetiche e dei grandi eventi.
Chi muove i fili: politici, imprenditori e consulenti
Il panorama è popolato da figure immaginarie ma rappresentative: un ex politico che organizza incontri clandestini in location massoniche a Roma o in hotel esclusivi della Basilicata; un ex alto dirigente in pensione che svela i percorsi di riciclaggio, indicando investimenti in appartamenti, alberghi e società offshore nei paradisi fiscali; un imprenditore onesto costretto a restare ai margini del mercato perché rifiuta di cedere parte della propria dignità.
Il ruolo della società di consulenza
Una società di consulenza agisce da filtro per convertire le tangenti in investimenti “puliti”. Essa ricicla i fondi attraverso operazioni immobiliari, partecipazioni in nuove imprese e flussi verso strutture offshore, creando un’apparenza di legittimità che maschera l’origine illecita del denaro.
Meccanismi di rotazione e chiusura del circuito
Secondo le testimonianze di un imprenditore onesto esiste un accordo tacito di rotazione degli affidamenti tra una cerchia ristretta di 10-15 imprese che vantano un fatturato complessivo annuo superiore a un miliardo di euro. Quando il valore degli appalti scende al di sotto di certe soglie, il giro può coinvolgere anche una centinaia di piccole realtà, ampliando così il raggio d’azione del sistema.
Le riunioni decisionali avvengono in modo apparente casuale cene di compleanno, matrimoni, eventi culturali o sportivi, spesso in ristoranti di Roma o in località turistiche della Basilicata. Questi momenti permettono lo scambio di simboli, pratiche amicali e patti futuri mantenendo il controllo su tutti i settori – dal turismo all’enogastronomia, dalla sanità alle tecnologie – con un’organizzazione tentacolare ma interconnessa.
Il risultato è una struttura quasi centralizzata che si rivela, in realtà, un organismo articolato capace di agganciare diversi circoli di affari e livelli istituzionali, rendendo difficile tracciare il percorso dei fondi e smantellare il meccanismo.



