Il ticket farmaceutico da 2,50 € a prescrizione è al centro di un acceso dibattito nella Basilicata. Il 1° ottobre i cittadini non hanno ancora dovuto pagare la quota, nonostante l’assessore alla Salute Cosimo Latronico avesse più volte confermato la sua attuazione. La decisione proviene dal rifiuto del Consiglio regionale di accogliere una risoluzione proposta dalla minoranza, che chiedeva il ritiro della delibera.
Rifiuto della risoluzione e stato del ticket al 1° ottobre
Il 24 settembre la minoranza – composta da Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello – aveva presentato una proposta di revoca del ticket, sottolineando che la misura sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° ottobre. L’assessore Latronico aveva risposto con un secco “sì”. La maggioranza di centrodestra, tuttavia, ha votato contro la risoluzione, mantenendo viva la possibilità di introdurre il ticket. Solo pochi giorni dopo, la Giunta ha comunicato che l’applicazione è stata sospesa, creando confusione tra i consiglieri e i cittadini.
Il ruolo dell’incontro del 5 ottobre
L’incontro originariamente previsto per il 24 settembre tra l’assessore e le organizzazioni sindacali è stato posticipato al 5 ottobre, in coincidenza con la sessione del Consiglio. I sindacati avevano già dichiarato che, se il ticket fosse stato attivo prima dell’incontro, la loro partecipazione sarebbe stata priva di senso. Il rinvio, quindi, apre la porta a un confronto più articolato, ma solleva anche il dubbio su perché l’assessore non avesse comunicato una sospensione preventiva al Consiglio.
Motivazioni della Giunta: spesa farmaceutica e obblighi nazionali
Latronico ha giustificato la misura facendo riferimento a un superamento della spesa convenzionata di 7,180 mila euro. La normativa nazionale, secondo il dirigente, prevede l’applicazione di misure di contenimento per evitare la perdita di circa 45 milioni di euro di finanziamenti statali. Il ticket, definito temporaneo e modulabile è presentato come una risposta rapida per riequilibrare il bilancio sanitario, accanto a interventi di efficientamento e acquisti centralizzati che avrebbero già prodotto 4,5 milioni di euro di risparmi.
Nonostante queste argomentazioni, le opposizioni sottolineano che il vero problema è strutturale: la gestione delle aziende sanitarie, le liste d’attesa, la mobilità passiva e la governance delle RSA. Per loro, gravare il costo sui cittadini è una scelta politica, non l’unica via per contenere la spesa.
Prospettive per il 5 ottobre e richieste delle opposizioni
Gli oppositori sperano che il confronto del 5 ottobre vada oltre la semplice posticizzazione della data di entrata in vigore del ticket. La loro proposta è di ritirare definitivamente la delibera e di avviare una discussione sui conti della sanità, sull’appropriatezza delle prescrizioni e su misure alternative di efficienza. Se la Giunta accetterà di rinegoziare, gli oppositori sono pronti a riconoscere il risultato come una vittoria per i lucani.
Nel frattempo, il dibattito resta acceso in Aula. I capigruppo del M5S e del partito di centrodestra hanno scambiato accuse, mentre la Giunta mantiene la posizione che il ticket sia l’unica soluzione immediata per non perdere i fondi nazionali.



