Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di legge n. 135/2026, promossa dai consiglieri Morea e Pittella, che aggiorna la disciplina contenuta nella legge regionale n. 12 del 1979 relativa alla coltivazione di cave, torbiere e all’estrazione di inerti dagli alvei dei corsi d’acqua. La norma interviene con l’obiettivo di rendere più rapide e continuative le attività di manutenzione fluviale e di prevenire le emergenze idrauliche.
Il consigliere regionale Nicola Massimo Morea ha commentato l’approvazione sottolineando la necessità di strumenti più efficaci per il territorio e ribadendo che «Con questa legge interveniamo su una normativa che necessitava di strumenti più efficaci e procedure più funzionali alle esigenze del territorio.»
Modifiche sostanziali alla legge n. 12 del 1979 e novità operative
La proposta di legge introduce modalità operative semplificate per l’estrazione del materiale fluviale e per la sistemazione degli alvei: gli interventi possono essere attivati anche a seguito di segnalazioni presentate dai comuni o dalle imprese del settore accelerando così i tempi rispetto a procedure più formali. Viene inoltre chiarito il quadro delle autorizzazioni e della documentazione richiesta, con l’intento di ridurre incertezze interpretative e contenziosi legati al rinnovo delle concessioni.
Compensazioni e programmazione degli approvvigionamenti
Tra gli aspetti innovativi della legge figura la possibilità di compensare i costi degli interventi attraverso il valore del materiale estratto e riutilizzabile, favorendo un impiego più efficiente delle risorse disponibili. Inoltre, la nuova disciplina dedica maggiore attenzione alla programmazione dell’approvvigionamento di materiale lapideo destinato alle opere pubbliche, cercando di assicurare continuità nelle forniture per i cantieri locali.
Affidamenti, responsabilità e criteri premiali per le imprese
Il testo prevede la possibilità di affidare in concessione alle imprese estrattive la manutenzione ordinaria degli alvei, attraverso procedure definite e compatibili con le verifiche tecniche e le disposizioni vigenti. Tali concessioni dovranno essere assegnate tramite procedure comparative che introducono criteri premiali legati alla dotazione tecnica: disponibilità di macchinari adeguati riduzione delle distanze di trasporto e presenza di impianti di lavorazione rappresentano elementi valutati positivamente.
Secondo il testo, l’ingresso delle aziende specializzate nel mantenimento degli alvei dovrebbe velocizzare gli interventi senza incidere sul ruolo di controllo della Regione e nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali e idrauliche. Il consigliere Morea ha sintetizzato la prospettiva politica della legge affermando che «L’obiettivo è costruire un sistema nel quale la sicurezza del territorio, la tutela ambientale e le esigenze del sistema produttivo possano trovare un punto di equilibrio.»
Effetti sul territorio e sulla filiera
Le misure previste puntano anche a rendere la filiera del materiale da costruzione più efficiente: favorire operatori che limitino le distanze di trasporto significa ridurre il traffico pesante e le emissioni connesse. I criteri premianti mirano
Secondo i firmatari, l’approvazione della legge n. 135/2026 rappresenta un intervento concreto sulla prevenzione del rischio idraulico e sull’organizzazione delle attività di manutenzione fluviale. Ora, hanno rimarcato i proponenti, sarà essenziale garantire la piena attuazione della norma affinché le nuove disposizioni si traducano in interventi efficaci e in benefici tangibili per le comunità e per il sistema economico regionale.



