Negli ultimi giorni la zona industriale di Melfi è stata nuovamente al centro dell’attenzione per via di una serie di licenziamenti che coinvolgono i dipendenti della International Trading e Service. Dopo le precedenti segnalazioni di esuberi, la notizia si è amplificata con l’arrivo di ulteriori lettere di licenziamento, questa volta direttamente a carico dei lavoratori del gruppo.
Il settore automotive della provincia di Potenza sta vivendo una fase di forte turbolenza: la riduzione della domanda internazionale, i problemi logistici legati ai costi dell’energia e le recenti chiusure di stabilimenti hanno innescato una spirale di difficoltà economiche. In questo contesto, le aziende della filiera, soprattutto quelle impegnate nella logistica, sono costrette a rivedere la loro struttura del personale.
Avvisi di licenziamento presso International Trading e Service
Le nuove lettere, inviate a tutti i dipendenti dell’unità logistica, comunicano la cessazione del rapporto di lavoro a partire da prossime settimane. La comunicazione, firmata dal dirigente amministrativo dell’azienda, sottolinea la necessità di razionalizzare i costi per affrontare la crisi di mercato. Secondo i dati forniti, circa 120 posizioni potrebbero essere interessate, con un impatto diretto su operai, magazzinieri e personale amministrativo.
Il documento evidenzia anche la possibilità di soluzioni alternative quali il ricollocamento interno in altre sedi del gruppo, ma specifica che tali opportunità saranno limitate e soggette a valutazione caso per caso. Inoltre, la società ha annunciato la predisposizione di un fondo di emergenza per sostenere i dipendenti più vulnerabili durante il periodo di transizione.
Il ruolo della zona industriale di Melfi nell’indotto automotive
Melfi è da tempo uno dei poli logistici più importanti per l’industria automobilistica del Sud Italia. La sua posizione strategica, unita a una rete di infrastrutture stradali e ferroviarie, ha favorito l’insediamento di numerose imprese di trasporto e magazzinaggio, tra cui la International Trading e Service. L’area contribuisce significativamente all’occupazione locale, con più di 3.000 posti di lavoro diretti e indiretti legati al settore.
Conseguenze per l’occupazione locale
Il nuovo ciclo di licenziamenti rischia di ridurre drasticamente il tasso di occupazione nella zona. Le famiglie dei lavoratori colpiti si trovano di fronte a una prospettiva di disoccupazione prolungata, soprattutto in un mercato del lavoro già caratterizzato da poche alternative nel settore manifatturiero. Gli esperti economici avvertono che un calo di oltre il 4% dell’occupazione nella logistica automotive potrebbe innescare un effetto domino su attività commerciali, servizi di ristorazione e commercio al dettaglio della città.
Le autorità comunali hanno già avviato una serie di incontri con le parti coinvolte, ma finora non è emersa una risposta concreta in grado di arginare l’onda di esuberi. L’incertezza è amplificata dalle recenti notizie di chiusura di altri stabilimenti nella regione, che aumentano la percezione di una crisi strutturale più ampia.
Reazioni dei sindacati e possibili scenari
I sindacati locali hanno reagito con forza, organizzando assemblee di emergenza per i lavoratori interessati. Nel loro comunicato, hanno richiesto alla International Trading e Service di attivare il piano di continuità occupazionale previsto dal contratto nazionale e di garantire un adeguato pacchetto di indennizzi. Inoltre, hanno chiesto al Comune di Melfi di avviare un programma di riqualificazione professionale mirato alle competenze digitali e alla manutenzione industriale, al fine di creare nuove opportunità occupazionali.
Alcuni analisti, invece, ipotizzano che la crisi possa spingere le imprese a investire in tecnologie più automatizzate, riducendo ulteriormente la dipendenza da manodopera tradizionale. In questo scenario, la formazione di una forza lavoro altamente specializzata diventa cruciale per il futuro dell’indotto automotive nella regione. Nel frattempo, i dipendenti attendono la data di entrata in vigore delle ultime lettere, sperando in soluzioni concrete per mitigare l’impatto personale e familiare.



