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Donna fermata a Tito per possesso di hashish e cocaina

Una perquisizione a Tito svela hashish, cocaina e attrezzi per il traffico, portando all’arresto della proprietaria e a misure restrittive.

Donna fermata a Tito per possesso di hashish e cocaina

Il 22 ottobre la Polizia di Stato, attraverso la Squadra Mobile di Potenza, ha effettuato un’operazione di perquisizione nella zona di Tito, piccolo comune della provincia di Potenza. L’intervento rientrava nel più ampio piano di controlli antidroga intensificati nella regione, volto a contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti e a smantellare eventuali reti di confezionamento casalingo.

Durante la perquisizione gli agenti hanno ispezionato la camera da letto dell’abitazione e, all’interno di un armadio, hanno rinvenuto una confezione contenente circa 20 grammi di hashish. Accanto al materiale stupefacente è stato trovato un bilancino di precisione, strumento tipico per pesare piccole dosi, e una serie di accessori destinati al confezionamento delle singole unità, come sacchetti plastici e fogli di alluminio.

Evidenze scoperte nell’appartamento di Tito

Oltre alla quantità di cannabis, la perquisizione ha portato alla luce un contenitore con residui di polvere bianca. L’analisi effettuata dalla Polizia Scientifica ha confermato la presenza di cocaina, una delle sostanze più ricercate dagli inquirenti per il suo alto potenziale di dipendenza. La scoperta di entrambi gli stupefacenti nello stesso luogo suggerisce un’attività di preparazione e distribuzione piuttosto che un semplice consumo personale.

Il coltello contaminato

Un elemento curioso è stato il coltello da cucina trovato sul pavimento della stessa stanza. Non si trattava di un utensile qualsiasi: le analisi chimiche hanno rivelato tracce di hashish e cocaina sul manico, segno di possibili operazioni di taglio o di manipolazione delle sostanze. Tale reperto ha rafforzato la tesi dei magistrati secondo cui l’abitazione era utilizzata come piccolo centro di smistamento di stupefacenti.

Conseguenze legali e misura cautelare

Di fronte alla evidenza del reato, la donna coinvolta è stata posta in arresto in flagranza. Il giudice, dopo aver verificato la validità delle prove, ha disposto l’applicazione di un obbligo di dimora nel comune di Tito, con la specifica prescrizione di permanenza all’interno dell’abitazione durante le ore notturne. Questa misura cautelare è prevista dal codice penale per limitare il rischio di ulteriori attività illecite e garantire la continuità delle indagini.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di operazioni di contrasto al traffico di stupefacenti nella provincia di Potenza, dove le forze dell’ordine hanno intensificato le attività di monitoraggio e perquisizione negli ultimi mesi. Le autorità hanno dichiarato di intensificare i controlli nei quartieri residenziali, con l’obiettivo di smantellare i piccoli laboratori casalinghi prima che possano crescere in reti più complesse.

Obbligo di dimora notturna: come funziona

L’obbligo di dimora impone al soggetto di rimanere all’interno del proprio domicilio durante le ore comprese tra le 22:00 e le 06:00. In caso di violazione, la misura può essere convertita in detenzione o in un’altra restrizione più severa. Tale provvedimento è spesso utilizzato nei casi di reati legati alla droga, dove la permanenza controllata del sospetto riduce le possibilità di organizzare ulteriori traffici o di procurare nuove sostanze.

Al momento le indagini sono nella fase preliminare e la donna beneficia della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. L’intervento della Polizia di Stato, però, ha già inviato un chiaro messaggio alla comunità di Tito: le attività illecite legate al traffico di stupefacenti non saranno tollerate e saranno contrastate con tutti gli strumenti a disposizione.

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