La Basilicata si trova di fronte a una delle più gravi crisi idriche del paese. Con il 65,5% dell’acqua immessa in rete che va persa la regione si conferma la peggiore d’Italia in questo triste primato. Questo dato, ben al di sopra della media nazionale, rappresenta una vera e propria emergenza che richiede interventi immediati e strutturali.
Dati allarmanti e impatto economico
Secondo i dati dell’Ufficio Studi della Cgia ogni giorno vengono sprecati 341 litri pro capite di acqua sui 520 litri immessi in rete. Questo si traduce in una perdita annua che sfiora gli 80 milioni di metri cubi. La situazione è particolarmente critica nella città di Potenza che presenta la percentuale di dispersione più alta tra tutti i 109 comuni capoluogo italiani con un allarmante 71%.
L’impatto economico di questa dispersione è altrettanto significativo. Nel solo 2026 le perdite stimate ammontano a circa 189 milioni di euro. Questo rappresenta un pesante fardello per le casse pubbliche e per i cittadini, che continuano a pagare il conto di decenni di mancata manutenzione e investimenti insufficienti.
Le cause della crisi idrica
Le cause di questa situazione critica sono ben note e vanno attribuite principalmente alle carenze strutturali di una rete idrica vecchia e non adeguatamente manutenuta. Vincenzo Cavallo, segretario generale della Cisl Basilicata ha dichiarato che “si tratta di una situazione che non può più essere derubricata ad emergenza stagionale. Senza un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento della rete, la Basilicata continuerà a sprecare una risorsa vitale.”
La carenza di acqua, che durante la stagione estiva si fa particolarmente critica per effetto della siccità e del cambiamento climatico, ha danni pesanti soprattutto sulla filiera agricola e dell’allevamento. Questo problema va affrontato come una questione sociale ed economica, richiedendo interventi mirati e coordinati.
Le proposte per risolvere l’emergenza
Per affrontare questa emergenza, Cavallo ha sollecitato un confronto con la Giunta regionale per individuare un percorso condiviso e una cabina di regia unica in grado di coordinare gli interventi necessari. Tra le proposte avanzate ci sono investimenti di lungo periodo per l’ammodernamento delle infrastrutture di raccolta e distribuzione, con un occhio di riguardo alla situazione delle dighe.
Inoltre, è fondamentale intervenire sulle infrastrutture di ultimo miglio, ovvero quelle che portano l’acqua direttamente alle case e alle aziende. Questo richiede una rinnovata cooperazione istituzionale tra le regioni e un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti. Solo così sarà possibile affrontare questa sfida e garantire un futuro sostenibile per la Basilicata.



