Negli ultimi mesi due amministrazioni comunali italiane hanno accelerato interventi concreti per trasformare porzioni di centro urbano da superfici impermeabili a spazi verdi. A Milano sarà depavimentata un’area di 800 metri quadrati in piazza Imperatore Tito, mentre a Ferrara il bilancio delle trasformazioni registra 100 alberi piantati a terra e oltre 6.000 metri quadrati riportati a permeabilità. Entrambi i progetti nascono dall’urgenza di ridurre l’isola di calore cittadina e di rendere le piazze più vivibili durante l’estate.
Piazza Imperatore Tito a Milano: intervento e caratteristiche
Nel quartiere Insubria a Milano l’amministrazione ha programmato la rimozione dell’asfalto su una porzione di circa 800 m² di piazza Imperatore Tito. Il piano prevede la sostituzione della pavimentazione impermeabile con superfici drenanti la piantumazione di 14 nuovi alberi per creare ombra e abbassare la temperatura percepita, e l’ampliamento dei marciapiedi per migliorare la percorrenza pedonale. Sono inoltre previsti il rafforzamento della sicurezza degli attraversamenti pedonali e l’adeguamento dell’illuminazione pubblica in piazza per garantire fruizione anche nelle ore serali.
Il cantiere include anche gli interventi di manutenzione ordinaria sull’area verde e sui giochi per bambini già esistenti: l’obiettivo è integrare la nuova piantumazione con il verde preesistente, evitando aree disconnesse. I lavori a Milano sono programmati per concludersi entro i primi mesi del 2027 con l’intento di fornire rapidamente benefici in termini di microclima urbano.
Ferrara: cento alberi e migliaia di metri quadri tornati permeabili
Nella città estense la trasformazione urbana ha seguito un percorso più ampio: progetti di rigenerazione hanno riguardato piazza Cortevecchia, piazza Travaglio e piazza Gobetti, con un coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte progettuali. Il risultato raggiunto comprende la messa a dimora di 100 alberi di alto fusto destinati a raggiungere in futuro i 20-30 metri di altezza e la conversione di circa 6.000 m² di superficie impermeabile in prati e aiuole permeabili.
Il cambiamento ha comportato anche la liberazione di spazi finora occupati dalle auto, con una riconversione verso aree pedonali e percorsi verdi. In diverse piazze si è scelto di intervenire anche su parcheggi e acciottolati per ottenere superfici più efficaci nel trattenere l’acqua piovana e nel rilasciare frescura durante le ondate di caldo.
Ruolo della concertazione e della tutela dei centri storici
Negli interventi condotti a Ferrara è emersa l’importanza del dialogo con gli uffici competenti per la tutela del patrimonio cittadino: quando si interviene in aree vincolate, la Sovrintendenza assume un ruolo decisivo nel valutare soluzioni che conservino l’identità storica. L’approccio adottato ha quindi bilanciato esigenze di vivibilità e tutela paesaggistica, dimostrando che è possibile trasformare anche scenari urbani sensibili senza compromettere il valore storico.
Motivazioni comuni: città spugna e lotta all’ondata di calore
Entrambe le amministrazioni giustificano gli interventi con la necessità di rendere le città più resilienti al caldo intenso. Il concetto di città spugna è al centro della strategia: sostituire asfalto e superfici impermeabili con suoli che assorbono e vegetazione aiuta a ridurre le temperature di superficie, aumenta la capacità di infiltrazione delle acque piovane e offre beneficio immediato ai residenti. In periodi di ondate di calore, queste misure diventano strumenti praticabili e a impatto rapido per mitigare il disagio termico.
Gli amministratori sottolineano che togliere asfalto e piantare alberi non sono solo operazioni estetiche: si tratta di azioni concrete per modificare il microclima urbano. L’ampiezza degli interventi, da Milano a Ferrara, dimostra come soluzioni simili possano essere replicate in contesti diversi, a seconda delle dimensioni delle piazze e delle priorità locali.
Nel complesso, la riconversione di superfici impermeabili in aree verdi appare oggi una risposta consolidata all’emergenza climatica nelle città italiane, con impatti misurabili sulla qualità della vita, sulla gestione delle acque meteoriche e sulla fruizione degli spazi pubblici.



