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Delibera n. 617: impatto su trasporto, vigilanza e personale in Basilicata

Cifarelli invita a non nascondere i tagli dietro eupemismi e a spiegare l'impatto su servizi, lavoratori e PNRR

Delibera n. 617: impatto su trasporto, vigilanza e personale in Basilicata

La replica del consigliere regionale Roberto Cifarelli, presidente della Seconda Commissione Bilancio e Programmazione della Regione Basilicata, riporta l’attenzione su dettagli operativi e responsabilità istituzionali dopo la pubblicazione della nota dell’ASM di Matera. La comunicazione dell’azienda ha tentato di rassicurare cittadini e dipendenti, ma per Cifarelli è necessario riportare il confronto sul piano dei fatti, alla luce della delibera n. 617 del 22 maggio 2026 e dei contenuti tecnici in essa inclusi.

Nel documento approvato si parla in modo esplicito di riduzioni orarie e di reorganizzazione delle dotazioni: non si tratta di semplici azioni sul lavoro straordinario, bensì di interventi che incidono su postazioni e su misure di contenimento della spesa previste in un piano di riequilibrio economico-finanziario chiesto dalla Regione. Per questo, secondo Cifarelli, non è sufficiente una comunicazione tranquillizzante se non si chiariscono le conseguenze concrete.

Impatto sui servizi e sulle persone

Al centro della critica ci sono numeri che modificano l’offerta assistenziale: la delibera indica la riduzione di 17.520 ore/anno per il servizio di trasporto e accompagnamento dei pazienti e di 10.848 ore/anno per le attività di vigilanza. Queste diminuzioni non sono neutre: comportano cambiamenti organizzativi con possibili ricadute sociali e occupazionali. Cifarelli ricorda che, sebbene non si parli di licenziamenti immediati, la contrazione dei contratti di appalto porta inevitabilmente a una riduzione di personale e a una diversa gestione dei servizi essenziali.

Effetti su attese e front office

Il consigliere segnala che le liste di attesa sono in crescita e che le cancellazioni di prenotazioni senza riprogrammazione stanno esasperando gli utenti. I CUP e i front office vivono tensioni quotidiane, con cittadini sempre più insoddisfatti. In questo contesto, la scelta di tagliare risorse per la vigilanza appare contraddittoria rispetto ai bisogni reali: quando la domanda di servizi cresce e la frustrazione aumenta, il rafforzamento dei presìdi spesso diventa una priorità, non una voce sacrificabile.

Regia regionale e rischi di scarico sui territori

Un nodo politico sollevato da Cifarelli è la mancanza di una direzione unitaria: esiste una regia regionale che coordini i processi o ogni azienda sanitaria viene lasciata a bilanciarsi autonomamente? La preoccupazione è che piani di razionalizzazione frammentati finiscano per trasferire i costi della crisi sui lavoratori e sui territori, senza una visione complessiva. Una strategia priva di coordinamento con il Dipartimento Salute e le altre aziende rischia di generare disomogeneità nell’offerta e nuove disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Richiesta di un progetto complessivo

Nella nota pubblica l’ASM accenna all’internalizzazione di alcune attività grazie a nuove assunzioni di OSS. Cifarelli valuta positivamente l’idea di potenziare risorse interne, ma chiede alla Regione di spiegare il disegno complessivo: quali servizi saranno internalizzati, quali rimodulati e quali ridotti? Quale impatto avranno queste scelte sui lavoratori delle aziende esterne e sui contratti di appalto oggi in essere? Senza un piano trasparente, le mosse rischiano di creare più confusione che benefici.

Sicurezza nelle nuove strutture PNRR e conclusione

Infine, Cifarelli pone una domanda essenziale: se oggi si riducono le risorse per la vigilanza nelle strutture esistenti, chi garantirà la sicurezza nelle Case di Comunità e negli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR? La pianificazione delle nuove strutture richiede certezze operative e risorse adeguate per la tutela di pazienti e operatori. La Basilicata, sottolinea il consigliere, ha bisogno di trasparenza, programmazione e verità sui contenuti delle scelte: non di operazioni semantiche che rinominano i tagli come semplici «ottimizzazioni».

La posizione pubblica di Roberto Cifarelli chiama dunque a una risposta articolata da parte della Regione e dell’ASM, con numeri, tempistiche e valutazioni sugli impatti sociali e occupazionali, per consentire a cittadini e lavoratori di comprendere la portata reale delle modifiche annunciate.

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