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Basilicata richiede il trasferimento della gestione del potabilizzatore

Il consigliere Galella vuole che la Basilicata riprenda la gestione del potabilizzatore di Missanello, puntando a recuperare milioni di euro annui.

Basilicata richiede il trasferimento della gestione del potabilizzatore

Il potabilizzatore situato a Missanello, nella provincia di Potenza, rappresenta una delle infrastrutture più importanti per la fornitura idrica della Basilicata. Costruito per trattare le acque grezze provenienti dal bacino del Pertusillo, l’impianto ha una capacità di circa 1.800 litri al secondo, corrispondenti a 260.000 metri cubi al giorno. Attualmente la gestione operativa è affidata ad Acquedotto Pugliese, azienda piemontese che si occupa della distribuzione dell’acqua nella regione limitrofa. Il consigliere regionale Alessandro Galella, appartenente a Fratelli d’Italia, ha aperto un’intervento pubblico chiedendo il trasferimento della gestione all’azienda lucana, Acquedotto Lucano.

Il potabilizzatore di Missanello è valutato in più di 12 milioni di euro di ricavi annuali per la Basilicata. L’acqua grezza arriva all’impianto al costo di 0,08 euro per metro cubo, pari a poco più di 20.800 euro al giorno. Una volta depurata, il prodotto finito ha un valore di circa 0,21 euro per metro cubo, con una quota giornaliera di 54.600 euro. Tale differenza genera un margine di oltre 33.800 euro al giorno, che si traduce in più di 1,6 milioni di euro al mese e, sommato su base annua, porta a un guadagno compreso tra 12 e 15 milioni di euro. Attualmente questi benefici sono accreditati al bilancio di Acquedotto Pugliese, lasciando la Basilicata priva di risorse cruciali.

Principio di unicità e quadratura normativa

Il richiamo al principio di unicità della gestione del Servizio Idrico Integrato è alla base della richiesta di Galella. La normativa di riferimento, in particolare l’articolo 147 del D.Lgs. 152/2006 e la legge regionale n. 1/2016, stabilisce che la conduzione di un impianto idrico debba avvenire all’interno dello stesso Ambito Territoriale Ottimale (ATO). Un recente pronunciamento del Consiglio di Stato (sezione V, n. 2561/2021) ha confermato che la permanenza di un gestore extra-ambito è un’eccezione non più giustificabile, soprattutto quando l’infrastruttura è interamente ubicata nel territorio della regione interessata.

Alessandro Galella ha chiesto alla Giunta regionale di intervenire d’ufficio, usando l’autotutela prevista dall’articolo 21-quinquies della legge 241/1990, per annullare la delibera del 2010 che aveva assegnato la gestione ad Acquedotto Pugliese. La proposta prevede il passaggio di tutti i diritti di gestione a Acquedotto Lucano, con l’obbligo di definire un calendario per il trasferimento materiale dell’impianto. Galella sottolinea che il plant resta un bene demaniale e che la fornitura d’acqua destinata alla Puglia continuerà ad essere garantita dagli Accordi di Programma Stato-Regioni, evitando interruzioni di servizio.

Richieste politiche e reazione del comune

Il sindaco di Missanello, Nicola Conte, ha accolto con favore le dichiarazioni del consigliere. Conte ha ricordato che il comune da più di cinquanta anni contribuisce al funzionamento del potabilizzatore senza ricevere un adeguato riconoscimento. Il primo passo, secondo il sindaco, è stato il recente avvio di un dialogo con la Regione, ma ora occorrono misure strutturali che assicurino al territorio il controllo e i vantaggi economici derivanti dall’impianto. Conte ha chiesto di essere inserito in tutti i tavoli tecnici che decideranno il futuro del plant, garantendo così la partecipazione della comunità locale.

Se il trasferimento venisse confermato, la Basilicata potrebbe riappropriarsi di un flusso di entrate annuale stimato tra i 12 e i 15 milioni di euro, risorse che potrebbero essere investite in opere pubbliche, sviluppo locale o miglioramento dei servizi idrici. Inoltre, la gestione lucana dell’impianto ridurrebbe la dipendenza dalla zona pugliese per le operazioni quotidiane, consolidando la sovranità regionale sul proprio patrimonio idrico. La proposta di Galella, quindi, non riguarda solo un cambio amministrativo, ma rappresenta una strategia per rafforzare l’autonomia economica della regione.

Implicazioni ambientali e prospettive future

Dal punto di vista ambientale, la centralità del potabilizzatore di Missanello risiede nella capacità di trattare l’acqua di sorgente del Pertusillo, garantendo una qualità potabile conforme ai parametri europei. Una gestione locale permette una più rapida reazione a eventuali criticità, come contaminazioni o variazioni di portata, grazie a un coordinamento più stretto con le autorità regionali di controllo. Inoltre, mantenere la gestione in Basilicata favorisce una maggiore trasparenza nella rendicontazione dei costi operativi e delle tariffe applicate ai consumatori finali.

La richiesta di trasferimento di gestione si fonda su tre pilastri: la correttezza normativa, il recupero di risorse finanziarie per la Regione e il rafforzamento della sovranità locale sull’infrastruttura idrica. La mossa, se approvata, potrebbe diventare un modello replicabile per altre strutture interregionali, contribuendo a una più equa distribuzione dei benefici economici legati alle risorse idriche italiane.

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