Negli ultimi giorni, la pressione sul personale dei Centri Unici di Prenotazione (CUP) della Regione Basilicata è aumentata in maniera evidente. Le organizzazioni sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL hanno emesso una denuncia pubblica, evidenziando le intollerabili pressioni a cui sono sottoposti gli operatori ogni giorno. La radice del problema è una decisione aziendale definita miopia gestionale: l’imposizione di un obbligo tassativo di smaltimento dell’arretrato di ferie, senza una pianificazione adeguata.
Le conseguenze di un obbligo di ferie imposto senza preavviso
Questa misura ha generato un carico di lavoro insostenibile per le poche unità rimaste operative. I dipendenti, costretti a far fronte a un volume di chiamate crescente, si trovano a lavorare a ritmi accelerati, con pause quasi inesistenti. Il risultato è un clima di tensione costante, aggravato da una pressione psicologica che nasce dall’impossibilità di rispondere tempestivamente a una domanda che supera di gran lunga le risorse disponibili. Inoltre, la qualità delle prestazioni erogate è iniziata a deteriorarsi, mettendo a rischio l’efficienza di un servizio pubblico fondamentale per la salute dei cittadini.
Impatto sulla fascia più vulnerabile
Il sabato 24 ottobre 2026, alle ore 8:05, è stato registrato un caso emblematico: il tempo di attesa per la prenotazione prioritaria ha toccato i 30 minuti, nonostante fossero in servizio soltanto 11 operatori. La situazione ha colpito in modo particolare gli utenti fragili, per i quali è previsto un canale dedicato dalle 7:00 alle 8:00. La mancanza di personale ha trasformato quel breve lasso di tempo in una vera e propria attesa interminabile, penalizzando chi ha necessità diagnostiche urgenti.
Responsabilità della Regione e richieste dei sindacati
La Regione Basilicata, in qualità di committente del servizio sanitario pubblico, dovrebbe esercitare un controllo rigoroso su tali attività. Tuttavia, l’attuale assetto dimostra una carenza di vigilanza, con le spese ricadono sui cittadini più vulnerabili. Le RSU aziendali e le segreterie regionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL chiedono, con urgenza, il ripristino di condizioni di lavoro dignitose e sicure, affinché si rispetti la professionalità dei dipendenti e la qualità delle prestazioni rivolte ai cittadini.
Ritornare a un livello adeguato di organico significa evitare code chilometriche, accorpare i tempi di attesa e togliere ai lavoratori la posizione di fronte alla frustrazione dell’utente. Il diritto alle ferie, sancito dalla Costituzione, deve essere tutelato come momento di recupero per i dipendenti, non strumento di gestione che svuota l’attività e compromette il servizio pubblico.



