Le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, operanti nella regione Basilicata, hanno aperto una campagna stampa per sollevare dubbi sulla gestione dell’Osservatorio anticaporalato e sull’impiego di 15 milioni di euro destinati all’accoglienza dei lavoratori stagionali. La protesta nasce da una denuncia formale che evidenzia l’assenza di criteri chiari per le nomine dei cinque membri dell’Osservatorio, nonché lacune nella verifica di incompatibilità e conflitti di interesse.
Nomine all’Osservatorio: criteri inesistenti e rischi di parzialità
Secondo le osservazioni dei sindacati, la documentazione fornita dalla Regione non spiega in maniera esaustiva quali competenze specifiche debbano possedere i candidati in tema di immigrazione, come previsto dalla legge regionale n. 13 e successivamente integrata dalla n. 23 del 2025. Inoltre, la procedura di verifica per incompatibilità, conflitti d’interesse e situazioni che potrebbero compromettere l’imparzialità non risulta adeguatamente definita. Trasparenza e autonomia vengono invocate come requisiti imprescindibili per un organismo che deve monitorare fenomeni delicati come il caporalato.
Richieste concrete dei sindacati
I rappresentanti sindacali chiedono alla Regione di rendere pubblico il protocollo di valutazione dei candidati, di istituire un controllo preventivo su eventuali legami con imprese di accoglienza o di intermediazione illegale, e di garantire la gratuità di partecipazione prevista dalla normativa. Inoltre, sottolineano la necessità di distinguere nettamente le funzioni dell’Osservatorio da quelle del Tavolo regionale anticaporalato al fine di evitare sovrapposizioni operative.
Finanziamento europeo di 15 milioni: il rischio della perdita
Parallelamente alle critiche sulle nomine, i sindacati hanno evidenziato una presunta perdita di circa 15 milioni di euro provenienti da fondi europei destinati al completamento del Centro di accoglienza per stagionali a Scanzano Jonico e alla costruzione di strutture a Boreano e Gaudiano. Gli importi in questione avrebbero dovuto garantire circa 450 posti letto e i servizi correlati, indispensabili per assicurare condizioni dignitose ai lavoratori agricoli provenienti dall’estero.
Secondo le informazioni raccolte, la mancata definizione delle responsabilità amministrative e la carenza di una programmazione operativa hanno messo a repentaglio l’ottenimento dei fondi, minacciando l’avvio dei lavori e lasciando aperta l’incognita sulla destinazione delle risorse già erogate.
Le richieste della coalizione sindacale
Di fronte a queste criticità, CGIL, CISL e UIL chiedono alla Giunta regionale di fornire: (i) un quadro chiaro delle risorse organizzative e tecniche impegnate per l’Osservatorio, (ii) la riattivazione degli organismi di indirizzo e scientifici del lavoro, e (iii) un piano dettagliato per il recupero dei finanziamenti europei, con indicazione delle cause della perdita e delle misure correttive. La proposta prevede inoltre l’attivazione di un confronto istituzionale con le parti sociali, gli enti locali e gli organismi di controllo, al fine di definire un programma integrato contro il caporalato, con obiettivi misurabili e scadenze precise.



