L’autunno 2026 a Melfi si preannuncia ricco di suoni, profumi e luci. La Sagra della Varola che si svolge dal 16 al 18 ottobre nel cuore del centro storico, riunisce decine di migliaia di visitatori attratti dal profumo delle castagne marrancio di Melfi e dalla vivace programmazione musicale. Parallelamente, nell’ambito dell’ Ottobre Melfitano il 18 ottobre la città ospita un concerto gratuito in Piazza Umberto I, al quale prendono parte due dei più acclamati interpreti della canzone partenopea.
Micky Sepalone e Angela Piaf accendono Piazza Umberto I
Alle ore 19:00 di sabato 18 ottobre, la storica Piazza Umberto I diventa il palcoscenico di un concerto-spettacolo dal taglio pop-rock-swing. al centro della scena troviamo Micky Sepalone e Angela Piaf, due artisti capaci di fondere le melodie dei grandi della canzone napoletana — da Totò a Nino D’Angelo, passando per Bovio e De Curtis — con l’energia ironica di Renato Carosone. Il repertorio include classici come “Tu vuò fà l’americano”“Caravan Petrol” e “O sarracino” oltre a brani più recenti come “Malatia” di Ciccio Merolla.
Un finale pirotecnico e una rivisitazione di ‘O surdato ’nnammurato
Il concerto culmina con una scenografia luminosa e una versione inedita di “’O surdato ’nnammurato” arricchita da arrangiamenti contemporanei che mescolano suoni folk e pop. La performance è sostenuta da una band guidata dal Maestro Giuseppe Fabrizio (pianoforte e tastiere), con Francesco Genovese alla batteria, Vicente Loco al basso, Giuseppe Sepalone alla chitarra ed Emanuele Acucella al sassofono, mentre Emmanuel Venturini curerà la regia audio.
Sagra della Varola: tradizione e sapori del Vulture
Dal venerdì 16 ottobre alle 18:00 fino a domenica 18 ottobre alle 02:00, il centro di Melfi si trasforma in un grande mercato di castagne. Il nome “Varola” indica la tradizionale padella forata in cui le castagne vengono arrostite sul fuoco vivo. La manifestazione celebra il Marroncino del Vulture la varietà locale che, secondo la tradizione, sarebbe arrivata con Federico II. Oltre alle calorose caldarroste, i visitatori possono gustare castagnaccio, calzoncelli fritti, gelato al marrone, pasta di farina di castagne e persino pizza al marroncino.
I piatti tipici che non puoi perdere
Tra le prelibatezze offerte, spicca il castagnaccio dolce umido a base di farina di castagne, e la birra artigianale prodotta con il marroncino. Per accompagnare il tutto, l’Aglianico del Vulture, vino rosso autoctono, è consigliato sia con le caldarroste che con i primi a base di farina di castagne. Gli stand, sistemati lungo Piazza Umberto I e Piazza Federico II, ricreano l’atmosfera di un rifugio di montagna.
Come arrivare a Melfi e cosa vedere oltre la festa
L’accesso in auto è comodo: da Roma o Napoli si prende l’A16, uscita Candela, e si prosegue per 26 km; da Milano o Bologna si utilizza l’A14, uscita Foggia, e si percorrono circa 60 km. Durante i giorni di festa, il centro storico è particolarmente affollato, quindi è consigliato arrivare con anticipo. Sono disponibili parcheggi nella zona Valleverde, con servizio di navetta per i bus turistici.
Chi visita la sagra ha l’opportunità di scoprire il Castello di Melfi e il Museo Archeologico Nazionale del Melfese situati a pochi passi dalla piazza principale. Nel pomeriggio, è possibile passeggiare tra le chiese rupestri e la cattedrale, completando un itinerario culturale che si integra perfettamente con le festività gastronomiche.
Il weekend successivo, dal 23 al 25 ottobre, Melfi prosegue con le Giornate Medievali e della Falconeria, offrendo cortei in costume, sbandieratori e dimostrazioni di volo di rapaci vicino al Castello, per chi desidera prolungare l’esperienza della tradizione.



