24 Settembre 2026 ☁ 14°

Caldo record: perché la Sima chiede di posticipare l’inizio della scuola al Sud

Con temperature che superano i 36 gradi, la Sima propone di rimandare l'apertura delle scuole al Sud fino al 23 settembre per garantire il benessere degli studenti.

Caldo record: perché la Sima chiede di posticipare l’inizio della scuola al Sud

L’inizio dell’anno scolastico in Italia è alle porte, ma il caldo anomalo che ha caratterizzato i primi giorni di settembre sta sollevando preoccupazioni tra gli esperti. La Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha lanciato un appello alle istituzioni per prendere in considerazione la salute degli studenti, suggerendo di posticipare l’apertura delle scuole al Sud fino all’equinozio di autunno.

Il professor Alessandro Miani, presidente di Sima, ha evidenziato che le aule scolastiche italiane sono spesso affollatesurriscaldate e scarsamente ventilate con conseguenti aumenti di anidride carbonica (CO2) che possono superare le 1.500 parti per milione, un livello critico per la salute degli studenti.

Le criticità delle aule scolastiche italiane

Le aule scolastiche italiane presentano diverse criticità che le rendono particolarmente vulnerabili alle ondate di calore. A differenza di altri edifici pubblici, le scuole spesso non dispongono di sistemi di condizionamento dell’aria o di una ventilazione adeguata. Questo problema è particolarmente evidente a Roma, dove l’installazione di impianti di climatizzazione richiederebbe un investimento di almeno 25 milioni di euro.

Il consigliere delegato di Città Metropolitana per l’Edilizia scolastica, Daniele Parrucci, ha sottolineato che climatizzare le scuole di Roma e provincia non è un’impresa semplice. Oltre ai costi elevati, ci sono anche altri nodi da sciogliere, come l’aumento del costo dell’elettricità. Inoltre, nella Città Metropolitana di Roma, sono richiesti interventi per 80 milioni di euro solo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Le date di apertura delle scuole in Italia

Le scuole in Italia riapriranno tra il 10 e il 17 settembre, con date che variano a seconda delle regioni. La Provincia autonoma di Bolzano e le scuole dell’infanzia in Lombardia hanno già riaperto il 7 settembre. Seguiranno la Valle d’Aosta, il Veneto e la Provincia autonoma di Trento il 10 settembre, mentre il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, la Lombardia (per primaria, secondaria e percorsi professionali), le Marche, il Molise, il Piemonte e l’Umbria riapriranno il 14 settembre.

Il 15 settembre sarà il turno di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Sicilia, mentre Abruzzo, Basilicata e Sardegna riapriranno il 16 settembre. Infine, la Puglia riaprirà il 17 settembre. Queste date riflettono gli sforzi delle regioni, in particolare del Sud, per ritardare il più possibile il rientro degli studenti a scuola a causa del caldo.

Le soluzioni per il futuro

Una soluzione a lungo termine per affrontare il problema del caldo nelle scuole sarebbe l’installazione di sistemi di condizionamento dell’aria. Questo non solo permetterebbe di iniziare le lezioni a settembre senza problemi, ma consentirebbe anche di tenere aperte le scuole in estate, offrendo programmi alternativi che potrebbero risolvere il problema della gestione dei figli durante i mesi estivi.

Tuttavia, l’installazione di impianti di climatizzazione è un’operazione costosa che spesso gli enti locali, responsabili dell’edilizia scolastica, non riescono a finanziare. Senza un programma nazionale di supporto, intervenire su questo fronte rimane una sfida complessa per le Province e le Città Metropolitane.

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