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Turismo in Basilicata: spesa media e crescita degli agriturismi nel 2026

I lucani hanno speso in media 834 euro a persona per le vacanze estive 2026, con una preferenza crescente per gli agriturismi, che hanno registrato un aumento del 4,5% rispetto all'anno precedente

Turismo in Basilicata: spesa media e crescita degli agriturismi nel 2026

Le vacanze estive 2026 hanno visto i lucani impegnare una spesa media di 834 euro a persona secondo i dati elaborati da Coldiretti Basilicata su un’indagine Coldiretti/Ixè. Questo importo, tuttavia, nasconde una grande varietà di scelte e budget tra i vacanzieri della regione.

La vacanza ideale per molti lucani ha incluso sia brevi soggiorni che lunghe permanenze, con una preferenza sempre più marcata per le strutture agrituristiche, che hanno registrato un aumento del 4,5% rispetto al 2026.

Budget vacanze: dalle economie ai lussi

L’analisi dei dati rivela che il 32% dei vacanzieri ha mantenuto la spesa al di sotto dei 500 euro mentre il 38% ha destinato alle ferie una cifra compresa tra 500 e 1.000 euro. Non mancano, tuttavia, coloro che hanno optato per vacanze più lussuose: il 5% ha superato la soglia dei 2.000 euro.

La durata delle ferie ha visto una distribuzione altrettanto variegata: il 28% dei lucani ha trascorso fuori casa un periodo compreso tra quattro giorni e una settimana mentre il 25% ha scelto di concedersi da una a due settimane di pausa. Un altro 13% ha optato per vacanze brevi, della durata massima di tre giorni. Complessivamente, la durata media delle ferie è stata di 10 giorni.

Agriturismi in crescita: il successo del turismo rurale

L’agosto 2026 ha segnato un record storico per le presenze nelle campagne italiane, con gli agriturismi che hanno accolto circa 1,85 milioni di ospiti per un totale di 6,5 milioni di pernottamenti con una permanenza media di circa 3,5 notti.

Questo successo è stato confermato anche in Basilicata, dove le presenze negli agriturismi lucani sono cresciute del 4,5% rispetto al 2026. Un fenomeno che assume particolare rilevanza per una regione come la Basilicata, dove il turismo rurale rappresenta un’opportunità per valorizzare le aree interne, le produzioni agricole locali, i piccoli borghi e un patrimonio enogastronomico fortemente legato all’identità dei territori.

Il ruolo centrale del cibo nelle scelte dei vacanzieri

L’estate 2026 ha confermato il ruolo centrale del cibo nelle scelte dei vacanzieri, con oltre un terzo del budget destinato alla tavola, una quota che ha superato persino quella riservata all’alloggio. A trainare il fenomeno è stato soprattutto il turismo esperienziale, con un italiano adulto su due che durante l’estate ha partecipato ad attività legate alle produzioni e alle tipicità del territorio.

Dalle degustazioni alle visite nelle aziende agricole, dai corsi di cucina ai laboratori artigianali, fino alle esperienze dedicate al benessere e allo sport all’aria aperta, le vacanze si sono trasformate sempre più in occasioni per conoscere e vivere i territori attraverso il cibo.

Accanto al tradizionale enoturismo hanno inoltre guadagnato spazio nuove formule, come il birraturismo, l’oleoturismo e il turismo legato ai formaggi, che consentono ai visitatori di incontrare direttamente gli agricoltori e i produttori, conoscere le diverse fasi delle lavorazioni e scoprire il legame tra prodotti, territorio e tradizioni.

Una tendenza che rafforza il valore strategico dell’agricoltura anche sul fronte turistico, trasformando aziende agricole, agriturismi e produzioni tipiche in strumenti di promozione del territorio e di sviluppo economico delle comunità rurali.

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