Da, un gruppo di circa cento e trenta operai di Pmc e Brose ha mantenuto un presidio permanente davanti al complesso produttivo di San Nicola di Melfi. La manifestazione, nata dalla prospettiva di una cassa integrazione estesa, si è trasformata in un vero e proprio faro di solidarietà per l’intera zona, attirando l’attenzione di istituzioni, sindacati e della stampa nazionale.
Il punto di svolta è arrivato a metà settembre, quando Confindustria Basilicata ha inviato una PEC – datata 18 settembre – che ha informato le parti sindacali di una imminente cessione del ramo d’azienda. Da quel momento, le trattative si sono accelerate, con una riunione urgente fissata per il 29 settembre, durante la quale i rappresentanti sindacali hanno discusso i dettagli della transazione e le modalità di trasferimento dei dipendenti.
Cessione dei rami d’azienda a C.Industries e tappe operative
Il 14 ottobre è la data chiave: 77 lavoratori ex-Pmc e 59 dipendenti di Brose dovranno formalmente passare alla nuova realtà C.Industries azienda di proprietà dell’imprenditore lucano Carmine Ciaglia. Il passaggio avverrà mediante un atto notarile previsto per il 13 ottobre, che “suggellerà” il trasferimento del personale. Nel frattempo, i lavoratori usciranno dalla cassa integrazione in uscita per entrare in quella in entrata, garantendo continuità di reddito fino al perfezionamento degli atti contrattuali e societari.
Le attività previste da C.Industries includono il riciclo di pneumatici e, in misura minore, la gestione di batterie esauste. La stessa comunicazione di Confindustria sottolinea l’avvio di un percorso di formazione e riqualificazione supportato da un ammortizzatore sociale dedicato, il cui scopo è quello di preparare i dipendenti a ruoli più tecnici all’interno del nuovo impianto.
Reazione dei lavoratori e risultati del presidio
Il volto più noto del movimento è Donato Auria portavoce del presidio. Auria ricorda i primi mesi: “Siamo partiti senza certezze, con la tenda di fortuna, sotto freddo, nebbia, e a volte il sole. La lotta era dura, ma il sostegno reciproco ci ha tenuti uniti”. Dopo un anno di sacrifici, la notizia della cessione ha suscitato una gioia palpabile tra i manifestanti, che hanno definito il loro impegno un “faro per San Nicola di Melfi”.
Il presidio non ha coinvolto solo i dipendenti di Pmc. Anche i
Impatto sui collaboratori della Brose
Grazie alla negoziazione, più di cinquanta operai della Brose potranno mantenere il posto di lavoro nella nuova struttura. Prima della cessione, entrambe le aziende avevano dovuto ricorrere a contratti a zero ore a seguito della scadenza delle commesse di Stellantis. La trattativa ha quindi evitato un possibile ritorno alla disoccupazione per una parte significativa della forza lavoro locale.
Gli stessi operai hanno sottolineato come la presenza costante dei manifestanti abbia esercitato pressione sulle autorità locali e sul management originale, spingendo verso una soluzione rapida. “Quando i lavoratori si uniscono per un obiettivo comune, nulla è impossibile”, ha concluso Auria.
Prospettive per l’Indotto Stellantis nella zona
Il caso di San Nicola di Melfi rappresenta un precedente importante per le altre sedi dell’Indotto Stellantis in Basilicata. Molti stabilimenti hanno subito sospensioni di commesse, lasciando migliaia di operai in bilico. La riuscita della cessione a C.Industries dimostra che, con una pressione collettiva ben organizzata, è possibile attrarre investimenti di riconversione anche in contesti considerati difficili.
Gli esperti dell’economia locale avvertono che la continuità di posti di lavoro dipenderà dalla capacità della nuova azienda di mantenere gli accordi commerciali con Stellantis e di diversificare la produzione. Nel frattempo, la comunità di San Nicola di Melfi celebra una vittoria concreta, ma rimane vigile su eventuali sviluppi futuri.



